Andare per mare, per conoscere la terra



venerdì 7 giugno 2013

Polinesia - Marchesi

Fiore di Tiaré
Il 20 maggio all’alba, dopo 18 giorni di oceano, avvistiamo l’isola di Fatu Hiva. Finalmente in Polinesia, un sogno che si avvera!

Il senso maggiormente colpito da questo atterraggio è l’olfatto. Appena raggiungiamo la costa sottovento sentiamo l’odore di terra bagnata, il profumo delle piante, e ci rendiamo conto di quanto ci mancava.

Il nostro percorso alle Marchesi
A Fatu Hiva ancoriamo ad Hanavave, la baia delle vergini, profonda, con ripidi pendii ricoperti di folta vegetazione fino al mare, e dei pinnacoli di roccia scura spettacolari. Benché non sia porto d’entrata, è il punto di atterraggio più amato dai navigatori che traversano il Pacifico, infatti troviamo altre 15 barche. 


Il tempo purtroppo non è clemente, piove, piove, piove, con forti raffiche di vento; riusciamo soltanto a fare brevi discese a terra, per paura di abbandonare ZoomaX in condizioni non di sicurezza. In fondo alla baia, nascosto, c’è un piccolo villaggio. Percorriamo l’unica strada, affascinati dalla vegetazione, ogni casetta è circondata da piante da frutta, manghi, papaye, banani, pompelmi (enormi, ciascuno peserà 2 chili, e dolcissimi) e da alberi tropicali. La gente è molto cordiale, tutti salutano, e si fermano volentieri a fare due parole. In occasione del passaggio dell’Aranui, la nave che porta i rifornimenti da Tahiti, ogni 3 settimane, e qualche passeggero a bordo, gli abitanti organizzano un piccolo spettacolo di danza tradizionale. Sono in molti ad essere coinvolti nell’esibizione, dai giovani ai meno giovani e sono rappresentate tutte le taglie...
 



Lasciamo Fatu Hiva proprio quando l’ennesimo acquazzone si scatena riversando dal torrente di valle terra erosa che dipinge il mare.


Dirigiamo sull’isola di Tahuata dove, le condizioni meteo più tranquille, ci consentono di fare una lunga nuotata, la prima da quando siamo partiti dalle San Blas, quasi 2 mesi fa! Il mare in queste isole vulcaniche è scuro, non molto invitante, ma noi siamo troppo contenti di andare finalmente in acqua; durante il bagno incontriamo anche 4-5 squaletti pinna bianca e pinna nera. Approfittiamo del cielo più sereno per andare a terra. Dal villaggio di Hapatoni partiamo per una passeggiata nella foresta. Rientriamo in barca con gli zaini pieni di banane, manghi e papaye.



Finalmente con il migliorare delle condizioni meteo, torniamo a vedere un po’ di colori.


Il secondo giorno ci spostiamo verso una baia più a nord, Hanamoenoa, dove dicono ci sia una bella spiaggia di sabbia chiara e che spesso le mante nuotino attorno alle barche all’ancora. Purtroppo la troviamo troppo affollata per i nostri gusti ed optiamo per ancorarci “in solitario” nell’Anse Ivaivanui subito a sud di Anse Ivaiva Iti. 


Con lo Zoomaxino andiamo a fare un tuffo alla ricerca delle mante ma l’acqua è così torbida che poco dopo siamo già fuori e senza aver visto nulla.

La tappa successiva è Hiva Oa dove, infine, potremo cambiare il nostro stato di clandestini. Ci ancoriamo nella baia di Tahauku. 



Dopo aver fatto dogana e qualche commissione nel villaggio di Atuona, facciamo una gita all’interno con i nostri amici spagnoli Iñaki, Pol e Marc di Sikkim, che abbiamo conosciuto a Fatu Hiva, e con cui stiamo navigando per le Marchesi. Dopo aver visitato il cimitero con le tombe di Jacques Brel e Paul Gauguin (quest’ultimo poco amato dai Marchesani, che hanno tirato un sospiro di sollievo quando è morto, perché pare avesse una passione per la ragazzine del posto),





attraversiamo montagne e foreste fino ad arrivare sul lato nord dell’isola
 



Raggiungiamo la baia di Puamau dove c’è un piccolo sito archeologico, nella foresta, in cui si trovano i tiki, sculture in pietra che rappresentano antiche divinità a cui i marchesani attribuivano poteri magici e che veneravano per proteggersi dai nemici e dalle maledizioni.





Ora siamo a Nuku Hiva, ancorati nella baia di Tiaohae, dove si trova il centro amministrativo delle Marchesi, per gli ultimi acquisti prima di trasferirci alle Tuamotu. Faremo ancora una tappa sull’isola di Ua-Pou e appena le condizioni meteo saranno favorevoli partiremo per Raroia.

Delle Marchesi non dimenticheremo la semplicità dello stile di vita della sua gente. Tutti vivono di quello che offre la natura, qui molto generosa. Mangiano la frutta ed i tuberi dei loro giardini, e il pesce che abbonda in questi mari. Quando hanno voglia di carne partono con i loro cavalli, accompagnati da una muta di cani felici, per una notte di caccia. Normalmente tornano con cinghiali e capre selvatiche. Da quando siamo arrivati, in ogni ancoraggio, al mattino ci svegliamo con il canto dei galli; i polli razzolano a centinaia per le strade dei villaggi. Ci hanno detto che non hanno proprietari; sono di tutti, quindi se si vuole mangiare pollo al curry ... basta darsi da fare! 



Ora però abbiamo voglia di mare ... Tuamotu, arriviamo!
Continuiamo a tracciare la nostra posizione su http://www.youposition.it/it/map/3445/andare-per-mare-per-conoscere-la-terra.aspx