Andare per mare, per conoscere la terra



L'equipaggio

Paolo 


Il mio rapporto con l’acqua è cominciato molto presto. I miei genitori fin da bambino mi hanno fatto frequentare la piscina dove ho imparato a nuotare fino a diventare agonista. Il mare era  luogo dove loro si riconciliavano con la vita ed io non ho mancato di assimilare e quindi di ricercare questo stato. Mia madre propensa allo stare in acqua, a nuotare con la maschera per osservare il mondo sottomarino. Mio padre a navigare a vela, a pescare alla traina. Di mio ho aggiunto la subacquea che mi ha portato a contatto con le creature più affascinanti e temute di questo mondo.
Fin da ragazzino ho cominciato a navigare con mio padre sul mitico Arpege di Dufour per poi passare al meraviglioso Swan 44. Quest’ultimo per poco purtroppo, a causa della precoce dipartita di mio padre. A quell’epoca fantasticavo una vita da skipper a girovagare per il mediterraneo. La mia giovane età e la realtà ci ha messo di fronte alla necessità di vendere la barca. Da ragazzo, comunque, avevo preso l’abitudine di affittare barche con amici per veleggiare in mediterraneo nel periodo estivo. Durante una vacanza subacquea ho conosciuto Anna e grazie alle nostre comuni passioni e sogni ho incominciato ad accarezzare la possibilità di cambiare in modo sostanziale la nostra maniera di vivere. In barca in Australia con amici, l’incontro con un Amel Supermaramu battente bandiera italiana scatena forti emozioni sia ad Anna che a me. “Anche noi” ci diciamo appena incrociamo i nostri sguardi. È l’estate del 2009, io ho concluso da poco più di due anni un importante capitolo della mia vita lavorativa da imprenditore, il tempo non mi manca. Tornati a casa condividiamo le nostre idee sull’ideale di barca per fare questa vita. Ahi ahi, le posizioni divergono parecchio...Anna propensa ad una barca solida e “inaffondabile”, io ad una veloce e divertente. La conclusione ci vede convergere verso l’alluminio, materiale in grado di, più o meno, coniugare questi due desiderata. Al Nautic de Paris prendiamo appuntamento con i più conosciuti cantieri del settore ed a gennaio li visitiamo tutti. A maggio del 2010 firmiamo con Alubat per la realizzazione del primo esemplare di Cigale 16 della nuova serie Lombard. Seguono sei mesi eccitanti, durante i quali ci rechiamo ben undici volte in cantiere per seguire la costruzione e prendere decisioni tecniche e realizzative. A dicembre ZoomaX fa il suo primo viaggio...in autotreno per raggiungere Le Nautic de Paris dove verrà esposta come novità. A marzo, dopo aver terminato gli ultimi lavori, si va in acqua per i collaudi. Resterò un mese in cantiere a seguire la messa a punto finale.
Il seguito lo trovate nei post del blog.


Anna 


Sono nata in una famiglia che mi ha senza dubbio trasmesso la passione per il viaggio e l’avventura; non è invece da li che proviene l’amore per il mare. I miei genitori hanno sempre preferito l’altitudine, sono stati ottimi alpinisti, sciatori, camminatori; l’acqua non è mai stata il loro elemento.
E’ durante la mia prima vacanza in barca, a vent’anni con degli amici, che scopro il piacere di navigare, di nuotare in mare, di dormire in rada. E’ un’infatuazione che con il tempo diventa interesse, poi passione e  infine amore a 360°. Non è tanto l’aspetto competitivo  ad attrarmi quanto lo stile di vita del viaggiare in barca, la sua essenzialità, le continue sorprese che riserva, la disciplina richiesta, il non finire mai di imparare, la libertà che offre e poi la meravigliosa sensazione di veleggiare diventa una specie di droga.
Faccio qualche corso di vela, organizzo vacanze in barca, leggo libri. Quest’ultimo elemento può sembrare superfluo, ma diventa determinante nel processo di costruzione di un sogno e nella sua elaborazione in progetto concreto. Ce n’è uno in particolare che fa scattare la scintilla, è Alacaluf, di Alain e Françoise Carron.
intanto mi appassiono anche alla subacquea. La vita sottomarina mi affascina, e man mano che divento più esperta anche le sensazioni che provo sott’acqua, l’assenza di peso, il silenzio, la respirazione lenta e anche qui, la disciplina richiesta; è così che la subacquea diventa la seconda forma di dipendenza che mi lega al mare!
Ma nella vita bisogna anche mangiare quindi, mentre nel tempo libero approfondisco le mie passioni, in settimana lavoro in DHL, ed è questa azienda ad offrirmi la possibilità di costruirmi una professionalità, fatta di competenze, asticelle sempre più alte da superare, relazioni da coltivare e, ancora, disciplina di rispettare.  Il lavoro mi piace, diverte, coinvolge, stimola, gratifica.
Mentre la carriera occupa uno spazio sempre più grande ed importante nella mia vita entra in gioco Paolo. Ci conosciamo in vacanza, durante una crociera subacquea in Sudan. Lo osservo in immersione e mi piace come si muove, come interagisce con la fauna marina, come osserva i dettagli, come gestisce le difficoltà. Mi innamoro di lui, sott’acqua, prima ancora di conoscerlo! Al ritorno cominciamo a frequentarci e nel primo weekend che passiamo insieme, partiamo in moto ma finiamo per affittare una barca. E da qui iniziamo a costruire un sogno comune, fare il giro del mondo in barca a vela.
Il passo più difficile è trasformare un desiderio in un progetto realizzabile.  Il 2009 è un anno decisivo. Durante una vacanza in Australia con degli amici affittiamo una barca alle Whitsundays. In navigazione incrociamo una barca battente bandiera italiana, salutiamo l’equipaggio, facciamo loro i complimenti, ci emozioniamo, Paolo ed io ci guardiamo e ci diciamo: anche noi, ma non quando saremo vecchi, adesso!
Ed è questo piccolo evento a dare una svolta alla nostra vita. Al ritorno a casa diamo il via alla fase operativa del progetto. Tra la scelta della barca, la costruzione, il collaudo e la preparazione passano tre anni. La parte più emotivamente difficile è il distacco dagli affetti familiari, l’abbandono di un lavoro che si ama, la lontananza dagli amici più stretti, ma la motivazione è grande, quindi chiudiamo la porta di casa, saliamo a bordo e molliamo gli ormeggi.
Il seguito lo trovate nei post del blog.

1 commento:

Unknown ha detto...

Bravi! Bella la vostra storia! Dopo avervi incontrato e sentito i vostri racconti durante qualche pizza presa insieme, ci avete contagiato. Se ci resta la salute (siamo entrambi prossimi ai 70) pensiamo di partire anche noi verso ovest a fine 2019. Continuate così e BUON VENTO!
Sandro e Rosanna