Andare per mare, per conoscere la terra



Visualizzazione post con etichetta Grecia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Grecia. Mostra tutti i post

martedì 27 settembre 2016

Grecia: Dodecaneso e ancora Cicladi


In Dodecaneso, dopo cinque anni di tentennamenti, finalmente viene a trovarci Antonia, la mamma di Paolo. I suoi timori di "non avere più l’età per navigare su una barca a vela" si rivelano infondati. Si adatta con naturalezza ed ironia alla vita di bordo. Con lei visitiamo le isole più meridionali, Symi, Rodi , Kastellorizo, ed il sito archeologico di Knidos, stupiti dalla scarsa presenza di turismo. La paura dei migranti (peraltro totalmente assenti) e l’instabilità politica della vicina Turchia hanno causato un fuggi fuggi generale. E’ triste constatare quanto la gente si faccia influenzare dal superficiale sensazionalismo delle informazioni diffuse dai media.
Noi ne approfittiamo per goderci nella più totale tranquillità il fascino senza tempo di questi luoghi.

Symi
Symi
Knidos

Rodi, Lindos







Kastellorizo





Raggiunto a Kastellorizo il punto più orientale della Grecia, invertiamo la rotta  e ricominciamo ad attraversare il Mar Egeo in direzione ovest.
La visita di alcuni amici e l’incontro con altri navigatori animeranno le giornate di questo lento viaggio di ritorno. 

A Kos ci raggiungono Francesco, Vittoria, Luigi e Federica, per una vacanza lampo. Con loro andiamo ad Astipalaia, facendo prima tappa a Leros, Levitha ed Amorgos. Una navigazione di oltre 150 miglia, a tutte le andature, per la gioia di Luigi, forse un po’ meno di Federica... Kos-Leros di bolina, Leros-Levitha-Amorgos al traverso, e Amorgos-Astipalaia al lasco. 
Contiamo su Francesco per riuscire finalmente a pescare qualcosa, ma anche questa volta ci dobbiamo consolare con il capretto di Levitha.




Ad Astipalaia ci fermiamo dieci giorni. In realtà fermi ci stiamo poco perché la esploriamo a fondo con Claudia e Claudio. Partiamo dal porticciolo di Skala e baia dopo baia, facciamo il giro di questa bella isola a forma di farfalla. Pur essendo parte del Dodecaneso, tutto ad Astipalaia ci riporta alle Cicladi, sia lo stile architettonico della chora, sia la vegetazione vittima del meltemi.












Insieme ai Claudi nuotiamo, nuotiamo, e ancora nuotiamo in queste meravigliose acque limpide.
 



Decidiamo di proseguire il nostro viaggio ripassando da Armogos, per visitare il monastero di Panaghia, costruito nell'XI secolo su una roccia a strapiombo sul mare a 300 metri di altezza. Un edificio spettacolare sospeso tra il blu del cielo e del mare!
 



Alle isole Pantieronisi, tra Paros ed Antiparos, ritroviamo Laura e Wolfi con il Tanai III.
 



Raggiungiamo insieme Milos, dove avevamo già fatto sosta diverse volte in passato, senza però aver avuto l’occasione di apprezzare la sua bellezza. Trascorriamo la prima notte a Kleftiko, sulla punta sud ovest, ancorati tra un labirinto di rocce calcaree che spuntano come funghi dal mare.
 




Nei giorni successivi esploriamo l’isola via terra. La conformazione geologica di Milos, ricchissima di minerali, dona alle rocce una varietà di colori sorpendente.
 




I villaggi dei pescatori sono pittoreschi



Ci divertiamo con i quad su e giù per gli sterrati, qualcuno rischia anche di dare il giro.
 



A Sarakiniko sembra di essere sulla luna
 

oppure sulle alpi


 

Durante le ultime giornate greche, in Peloponneso, rivolgiamo maggiore attenzione alle condizioni meteo. Con l'arrivo dell'autunno compaiono le prime nuvole, la temperatura cala improvvisamente, ed il meltemi ruggisce un ultima volta prima di dare spazio alle perturbazioni da sud.


Con Alessandra e Roberto di Sarah Jane  navighiamo da un dito all'altro del Peloponneso, e trascorriamo le prime serate chiusi in dinette.

Tra qualche minuto salperemo l'ancora, un buon levante ci dovrebbe spingere fino in Sicilia, dove porteremo ZoomaX per la sosta invernale a Marina di Ragusa.

giovedì 18 agosto 2016

Grecia - Cicladi

E’ da quest’inverno che aspettavamo questo momento. Il momento in cui avremmo calato l’ancora nelle acque limpide del Mar Egeo.

Amiamo viaggiare, navigare, conoscere gente e posti nuovi, ma soprattutto amiamo il mare. Perché? La risposta più immediata è perché in acqua siamo felici. Una spiegazione più articolata forse la fornisce la psicoanalisi, che attribuisce all’acqua un simbolo di nascita e di vita, un ritorno al grembo materno.
Qualunque sia la verità, non ci sono dubbi che sia stato l’amore per il mare ad indurci a partire quattro anni fa, ed a portarci in Grecia oggi.


A Khytnos, nostra prima tappa cicladica, finalmente ricominciamo a nuotare. nonostante la temperatura del mare sia ancora bassa, sui 22-23°.
A Syros visitiamo Ermoupolis, la capitale delle Cicladi, che si trova sulla costa est.
E’ una cittadina con un passato glorioso, sia da un punto di vista culturale, che commerciale. Il centro storico è ben conservato, dietro al lungo mare strette viuzze sbucano in imponenti piazze sulle quali si affacciano palazzi del ‘700 e ‘800, tra i quali una piccola copia del teatro La Scala. La parte alta della città, Ano Syros, è un borgo pedonale, di origine medievale, dove molte case sono in fase di recupero, probabilmente grazie anche ad investimenti privati stranieri. La vista da lassù è notevole.



La sorpresa più bella però ce la riserva Rinia, un'isola di una bellezza rara, abitata solo da qualche pastore, forse neanche stanziale e circondata da acque chiare e limpide. Per una decina di giorni non ci muoviamo se non per cambiare rada in base ai capricci del vento; il meltemi non si è ancora stabilizzato ma Rinia offre ancoraggi protetti anche dai venti degli altri quadranti.




Mykonos sullo sfondo, vista da Rinia



Situata nel centro delle Ciclaci, ad una manciata di miglia ad ovest di Mykonos, Rinia è riuscita a preservare la sua integrità. Il motivo probabilmente risiede nella sua prossimità con Delos. Fu a Rinia, infatti, che nel V secolo a.C. vennero seppelliti tutti i morti di Delos, quando gli Ateniesi ne decisero la purificazione per renderla sacra e stabilirono che nessuno avrebbe più potuto nascere o morire sull’isola.





Dalla pace di Rinia, ci trasferiamo nel caos di Mykonos. Il mare è infrequentabile per la quantità di moto d’acqua che zigzagano fra le barche all’ancora, gommoni che sfrecciano tra i superyacht e le spiagge. Le strade sono intasate di traffico, i negozi affollati, i prezzi alle stelle. Insieme a Monica, che ci raggiunge per qualche giorno di vacanza, ci buttiamo comunque nella mischia, affittiamo una macchina e  facciamo il giro dell’isola, visitiamo la chora e frequentiamo i locali più trendy. Molto divertente l’aperitivo al Jackie O’. 





Anche quest’anno ci raggiungono Nami e Yohei, e con loro andiamo a Koufonissi, nelle piccole Cicladi, insieme anche ad AGoGo e Cautha, che ritroviamo a Paros. Dopo aver trascorso l’inverno insieme a Marina di Ragusa, a maggio le nostre strade si erano separate, in quanto loro, prima di raggiungere la Grecia, volevano fare il giro della Sicilia.

Arriviamo a Koufonissi in un giorno di meltemi gagliardo. La navigazione a sud di Paros e Naxos è impegnativa, con il vento forte e rafficato che sdraia la barca in più occasioni. Circumnavighiamo l’isola, prima di ancorare davanti al paese. I 35 nodi di vento previsti per i prossimi giorni, ci inducono a calare anche la seconda ancora.

La Perla delle Cicladi, come viene definita dalle guide turistiche, conferma le nostre aspettative, già molto elevate. È un’isola incantevole, di piccole dimensioni, in cui le auto sono quasi assenti. A piedi o in bicicletta si raggiungono amene spiagge e magiche insenature nascoste tra le rocce. I colori del mare sono straordinari. Il piccolo paese, curato ma non leccato, è sonnecchioso di giorno, ma animato la sera. 







Contribuiamo anche noi a animare la vita dell’isola, in quanto la compagnia aumenta sensibilmente di numero. Arriva infatti Rebecca, amica d’infanzia, in vacanza a Koufonissi con un gruppo di amiche ed una numerosa banda di bambini. Tutti insieme esploriamo,  arranchiamo con le biciclette nella sabbia, ci abbuffiamo di ghiros, souvlaki e pitta fino alla nausea, nuotiamo, raccogliamo ricci, i bambini azzardano tuffi sempre più alti, e apnee sempre più lunghe e noi, ritornando al punto di partenza, cerchiamo di trasmettere loro il nostro amore per il mare. Sarà la loro generazione a doversene prendere cura e ben sappiamo quanto ce ne sia bisogno.
 








Seguite i nostri spostamenti cliccando sulla mappa 'Dove siamo', in alto a destra