Andare per mare, per conoscere la terra



mercoledì 26 febbraio 2014

Nuova Zelanda - South Island


Un parallelo che a Torino conosciamo bene! Nell’emisfero nord il mondo a quella latitudine è molto popolato. Il 45esimo attraversa il cuore dell’Europa, corre lungo il confine tra gli States e il Canada e passa sul Giappone. Guardate invece sul mappamondo il 45esimo di latitudine sud: nella sua corsa attraverso gli oceani, incontra solo due remoti spicchi di terra: la Patagonia sudamericana e l’isola di sud della Nuova Zelanda.

Con la nostra ‘nuova’ automobile, una Honda del 1995 acquistata nella speranza di riuscire a rivenderla, ai primi di febbraio raggiungiamo Wellington, da dove prendiamo il ferry per attraversare lo stretto di Cook, famoso per i suoi venti e le sue correnti, spesso proibitivi, ben contenti di aver lasciato la ZoomaX al sicuro in cantiere.

Percorriamo oltre 4.000 km conquistati dalla varietà dei paesaggi che attraversiamo e dall’immensità degli spazi. L’isola di sud ha una superficie di 150.000 kmq (la metà dell’Italia) ed è abitata solo da 1 milione di persone. 

Central Otago

L’acqua non manca, fiumi e laghi si susseguono nelle valli e sugli altipiani.

Buller River

Lake Mateson

Lake Wakatipu

Durante le nostre lunghe passeggiate nei parchi, comprendiamo la ragione per cui la felce rappresenta il simbolo di questo paese. Proprio in questi giorni è in corso un dibattito pubblico per sostituire l’attuale bandiera (con l’Union Jack e la croce del sud), risalente all’epoca del colonialismo, con quella più rappresentativa che riproduce una foglia di felce argentata su sfondo nero (oggi conosciuta soprattutto come emblema degli All Blacks).




Le felci sono ovunque, ne esistono circa 200 specie di tutte le fogge, ad albero, ad arbusto, a cespuglio, etc .

























La costa ovest, bagnata dal Mar di Tasmania, ci appare in uno di suoi rari momenti di calma


Pancake Rocks
All’interno dell’isola ci sono le Alpi che, con le nostre, condividono solo il nome. Da lontano vediamo le cime con la neve perenne ma, rispetto a quanto siamo abituati, l’avvicinamento è brusco: si passa improvvisamente da verdi rigogliose colline a nude pietraie dei letti dei ghiacciai.



Franz Josef Glacier

Un altro aspetto che caratterizza la South Island è la presenza massiccia di fauna, selvatica e non... cominciamo da quella non. Durante tutto il percorso, da nord a sud, da ovest ad est, la strada attraversa immensi pascoli di ovini e bovini. Le pecore in Nuova Zelanda sono 40 milioni, circa dieci volte il numero degli abitanti.



9 milioni di vacche



Il bestiame vive al pascolo giorno e notte, estate e inverno. Le stalle non esistono. La vacche si recano alla mungitura all’occorrenza e poi ritornano al pascolo.
Ci si aspetterebbe di mangiare formaggi strepitosi, purtroppo non è così, manca la cultura e la tradizione. Potrebbe essere una buona opportunità di business? Chissà...

La meta successiva ci porta verso est, all’Otago Peninsula, scelta come luogo di accoppiamento e procreazione da diverse specie di animali. Noi siamo attirati qui principalmente dagli albatri reali. L’eleganza del loro volo ci incanta




Siamo impressionati dalle dimensioni: 12 Kg di peso ed un’apertura alare di 3 metri.
Anche il loro ciclo riproduttivo è affascinante: dopo la nascita e lo svezzamento, il giovane albatro trascorre i primi 3-5 anni della sua vita in mare, circumnavigando l’Antartide più volte, dopodiché torna a terra solo per riprodursi. Tende a nidificare nel luogo in cui è nato, e una volta trovato il/la compagno/a, la coppia resterà fedele per la vita (in media vivono 45 anni). Per tutto il periodo di cova i genitori si suddividono i compiti d’incubazione. Si alternano anche dopo la nascita del pulcino nella ricerca di cibo per tutta la famiglia. Solo dopo 8-9 mesi il piccolo albatro si allontanerà dal nido per prendere il volo. La coppia, a sua volta, si separerà per trascorrere un anno in mare prima di tornare a riprodursi. La cosa curiosa è che si ritroveranno nello stesso luogo, dopo un anno, a distanza di 1-2 giorni uno dall’altra.

Passeggiando lungo le coste della penisola ci imbattiamo in diversi esemplari di otarie che dormono sugli scogli o giocano nell’acqua





Vediamo anche qualche ‘yellow eyed penguin’ mentre esce dal mare al tramonto e si avvia in piedi verso il nido. Con il suo incedere goffo, sembra un vecchietto gobbo; le immagini, purtroppo, non sono di buona qualità


In mare lungo le scogliere abbonda il kelp, una specie di alga tipica dei mari freddi, le cui dimensioni sono impressionanti, possono raggiungere i 50 metri di lunghezza. Il moto ondoso dà loro vita facendole sembrare la mitica capigliatura di Gorgone.

L'ombra al centro della foto è un'otaria di circa 2 metri

La costa est alterna tratti esposti alla furia dell’Oceano Pacifico

Sandfly Beach

a tranquille baie protette

Banks Peninsula

spiagge con formazioni rocciose particolari ed uniche

Moeraki Bloulders

e grandi piattaforme che affiorano e si immergono ogni 6 ore seguendo l’andamento della marea

Kaikoura Peninsula

In Nuova Zelanda la produzione vinicola è in grande espansione. Il Pinot Noir ed il Sauvignon Blanc sono i prodotti di maggior pregio. Noi, in realtà, troviamo che l’aroma ed il sapore siano eccessivamente fruttati. I vigneti hanno caratteristiche diverse rispetto alle ‘nostre’ Langhe, grandi superfici pianeggianti, tutti irrigati.



Facciamo anche una tappa a Christchurch, maggiore città dell’isola di sud, devastata nel 2010 e 2011 da una sequenza di terremoti.
Le ferite sono ancora visibili: la cattedrale irrimediabilmente danneggiata


i vuoti lasciati da palazzi crollati o abbattuti


molte costruzioni il cui destino è da decidere


ma il simbolo della volontà di superare questa tragedia è rappresentato dalla Transitional Cardboard Cathedral, la prima cattedrale al mondo costruita prevalentemente in cartone!





Progettata per durare 50 anni è in grado di ospitare 700 fedeli; quando la nuova cattedrale verrà costruita nella Cathedral Place, questa verrà convertita in parrocchia di quartiere. Ancora una dimostrazione dell’approccio pragmatico ed efficace dei neozelandesi, qualità che apprezziamo quotidianamente anche nella vita di tutti i giorni.

Sulla via del ritorno, sull’isola nord, ci fermiamo a Wellington ed Auckland, moderne città con un fascino relativo, ma gradevoli per la loro dimensione a misura d’uomo

Il centro di Wellington

Il centro di Auckland

 
Ora siamo di nuovo a Whangarei a prenderci cura di ZoomaX prima di rimetterla in acqua.

A presto, ciao