Andare per mare, per conoscere la terra



venerdì 23 gennaio 2015

Malesia - il ritorno

Ci eravamo lasciati in Thailandia il 4 gennaio, prossimi alla partenza per le  isole Andamane, India.
Un contrattempo, invece, ci ha riportato a Langkawi, in Malesia.
Negli ultimi giorni di permanenza a Phuket le batterie di servizio della barca hanno dato chiari segnali di stanchezza: minor durata della carica e rapido crollo del voltaggio sotto assorbimento.
Cerchiamo una soluzione in loco, ma senza successo: tutti i rivenditori di Phuket sono ‘out of stock’, e così i loro fornitori di Bangkok e Pattaya. L’unica possibilità sarebbe l’acquisto di batterie d’importazione americana, a prezzi stratosferici. Considerando che dobbiamo comprarne ben 5, ripieghiamo su Langkawi, Malesia, dove ci eravamo già procurati quella per il motore, a quasi un terzo del prezzo.
Facciamo dogana d’uscita e ripercorriamo le 130 miglia in direzione sud-est.
Anche Seaspray, il rivenditore di Langkawi in realtà è senza stock, ma ci conferma la disponibilità presso l’importatore di Kuala Lumpur. Tempi di consegna previsti: 3-10 giorni lavorativi.
Finalmente dopo 13 giorni abbiamo le batterie in barca. Il lavoro di sostituzione per fortuna è facile e veloce.
In questi giorni d’attesa ne approfittiamo per fare un po’ di turismo, visitare l’hotel di lusso che si affaccia sul nostro ancoraggio, dedicarci a qualche lavoro in barca e alla cambusa.

 

The Danna Hotel

Dopo una lunga astinenza, finalmente il vino torna a bordo - origini varie: Australia, Sud Africa, Argentina, e naturalmente Italia.


Si parte. Prossime tappe: Andamane e Maldive. Finalmente si ricomincia a navigare; nei prossimi giorni percorreremo le 500 miglia che ci separano da Port Blair, seguite la nostra posizione cliccando sulla mappa ‘dove siamo’ in alto a destra’.

Rotta Malesia-Andamane-Maldive

domenica 4 gennaio 2015

Thailandia

La varietà di bellezze locali è notevole




















Anna è affascinata da tali meraviglie, ma soprattutto da lui, il più bello di tutti!




La città di Bangkok ci piace. E’ una metropoli divertente, caotica, multirazziale, che si estende attorno ad un centro moderno, pieno di grattacieli e centri commerciali, circondato da quartieri popolari e residenziali, e più all’esterno da baraccopoli; il fiume che attraversa la città è animato e trafficato, il centro storico ricco di templi e palazzi maestosi. La circolazione stradale è convulsa, ma per fortuna la città è servita sia dalla metropolitana, sia dallo skytrain, un linea sopraelevata che corre sopra le principali arterie stradali. Ci si può spostare anche con i taxi, le moto-taxi ed i tuk tuk, ma in quel caso bisogna prevedere di fare il giro di tutti i parenti ed amici commercianti dell’autista, prima di essere portati a destinazione.




 Le dita dei piedi del Buddha sdraiato, viste da sopra

 e da sotto



La famiglia reale è molto amata



Vista dal Moon Bar, sul tetto del Banyan Tree Hotel, 61esimo piano




All’ arrivo a Bangkok ci rechiamo presso l’ambasciata indiana per fare il visto, necessario per visitare le isole Andamane, prossima tappa del nostro viaggio.
Siamo con gli amici Luana, Romano ed il loro coequipier Tim. Quando entriamo negli uffici del Indian Visa and Passport Application Center, non sappiamo che ci aspetterà una giornata lunga, in cui la nostra pazienza verrà messa a dura prova.
Di seguito descriviamo la procedura, che potrà essere utile ad altri navigatori.
È necessario innanzitutto compilare un modulo on-line sul sito https://indianvisaonline.gov.in/, uno per ciascun passaporto.
Ci si dovrà poi recare all’ambasciata indiana con 2 copie dei seguenti documenti:
- stampe del modulo compilato online
- passaporti
- fotografie 2” x 2”
- documenti di registrazione della barca
- visto d’ingresso in Thailandia
Fino a pochi mesi fa ci si poteva appoggiare ad un agenzia per il rilasco del visto, ma da maggio 2014 è obbligatorio andare personalmente, in quanto verranno prese le impronte digitali.
All’ambasciata la procedura per depositare la richiesta di visto è disorganizzata, o meglio sconclusionata; si deve prevedere di perdere almeno mezza giornata di code a diversi sportelli.
Infine ci vorranno 6-8 giorni per il suo rilascio e potrà essere ritirato personalmente o spedito. Noi abbiamo fatto inviare il passaporto con il visto a Phuket, dove ci troviamo con la barca. Il costo è di 2.250 Baht a testa + 230 Baht per la spedizione.

Romano, Anna e Luana esultanti all'uscita dall'ambasciata

La sera della vigilia di Natale ritorniamo su ZoomaX, che abbiamo lasciato al Yacht Haven Marina di Phuket e, in attesa di ricevere i visti, partiamo con gli amici di A Go Go e di Filopré per fare un giro a Ao Phang Nga. E’ un grande golfo costellato di isolotti di roccia calcarea con alti faraglioni. Ricordano quelli di Capri, ma ricoperti di vegetazione. L’acqua è verdastra, poco invitante al bagno, ma dalla tonalità sgargiante; la prima tappa è Ko Phanak, dove visitiamo una grotta (hong)  che percorriamo con il gommone a remi, illuminando il buio pesto con le nostre torce. Sulla pareti ed il soffitto crescono decine di stalattiti, tra le quali dormono centinaia di pipistrelli. Sono puzzonissimi, impestano l’aria con un odore di minestrone ascellare. Al fondo vediamo uno spiraglio di luce, c’è un passaggio che porta ad un lago interno, ma la marea è troppo alta per riuscire a varcarlo con il gommone. All’uscita vediamo un macaco sulle rocce a pelo d’acqua a caccia di granchi. In cielo volteggiano decine di aquile.
Poi ci spostiamo a Ko Yang, vicino a Ko Tapu, più nota come James Bond island per essere stata il set di un vecchio 007 – L’uomo dalla pistola d’oro. Qui facciamo dei bei giri con il gommone, intorno a Ko Rayahring, infilandoci in lunghi canali di mangrovie, grotte ed anfratti scavati nelle rocce calcaree.
L’isolotto di James Bond, Ko Tapu, è stata trasformato in una mercatino per turisti, perdendo così molto del suo fascino.

ZoomaX in navigazione a Phang Nga
A Go Go al tramonto

L'equipaggio di A Go Go a James Bond Island




 

In precedenza, durante le risalita della costa thailandese, arrivando dalla Malesia, abbiamo anche visitato le due isole Phi Phi Leh e Phi Phi Don, la prima famosa per Maya Bay, meglio conosciuta come 'The Beach', per l’omonimo film, una baia spettacolare, profonda, circondata da alte scogliere a picco. La seconda, Phi Phi Don, tristemente nota per il devastante tsunami del 2004, che qui provocò oltre 2.000 vittime. Passeggiando nel paese, completamente ricostruito, è inevitabile pensare a quella immensa tragedia, di cui ricorre  proprio in questi giorni il decimo anniversario.

Ora ci troviamo a Ao Chalong, dove ci dedichiamo agli ultimi preparativi prima della partenza per le isole Andamane. Se la meteo sarà favorevole, si salperà a fine settimana.

Seguite i nostri spostamenti cliccando sulla mappa ‘Dove Siamo’ in alto a destra.