Andare per mare, per conoscere la terra



sabato 21 maggio 2016

Sicilia - inverno 2015-2016



L’8 ottobre 2015 facciamo il nostro ingresso al porto turistico di Marina di Ragusa e pregustiamo il piacere di tornare nella nostra vecchia e cara Italia. La sorpresa è grande quando, dopo aver ormeggiato al fianco di un Oyster battente bandiera neozelandese, ci guardiamo intorno rendendoci conto che siamo l’unica barca italiana di tutto il pontile. E non è solo questione di bandiera (la nostra peraltro è maltese), è che sono proprio tutti stranieri, vivono a bordo di oltre 100 barche e hanno eletto il porto di Marina di Ragusa come residenza invernale.



La cittadina ha l’aspetto e l’atmosfera di una località di mare a fine stagione. Le case sono già tutte chiuse, i ristoranti stanno smantellando i dehors, negli stabilimenti balneari si smontano cabine e si ritirano ombrelloni e sdraio, la spiaggia viene riconsegnata alle mareggiate invernali e agli appasionati di kitesurf e windsurf.  



Mentre anche noi ci dedichiamo a preparare ZoomaX per un inverno stanziale, veniamo accolti dalla gente del posto con calore e... molte calorie!
Così come in Sicilia ritroviamo i sapori ed i piaceri della nostra cucina, a Torino, dove trascorriamo qualche settimana con le nostre famiglie ed amici, l’esplosione dei colori autunnali ci riporta alla magia dell’alternanza delle stagioni.
 





Al ritorno a Marina di Ragusa il lavoro ci attende. ZoomaX va in cantiere per la manutenzione annuale.
 

L’ultima volta era stato a Langkawi, in Malesia, 10.000 miglia fa. L’antivegetativa autolevigante si è totalmente ‘levigata’! Per il resto la barca è a posto. Avrebbe soltanto bisogno di una beauty farm per rinfrescare il trucco...la vernice sul ponte richiederebbe qualche ritocco, ma ci penseremo il prossimo inverno.

ZoomaX torna in acqua, ormeggiata vicino alla sua compagna d’avventure A Go Go. Con Luana e Romano, ed i nuovi amici di Cautha, Antonella e Stefano, e di La Rosa, Rosanna ed Alessandro, facciamo delle escursioni nelle località raggiungibili in bicicletta: Donnalucata, Scicli, Punta Secca. Quest’ultima è conosciuta per ospitare la casa del Commissario Montalbano, nella famosa omonima serie televisiva tratta dai romanzi di Andrea Camilleri.


Scicli è la prima delle città barocche della Sicilia sud-orientale che visitiamo. Si trova a 14 km da Marina di Ragusa su un altopiano che raggiungiamo pedalando faticosamente con le notre biciclette monomarcia pieghevoli. Unico sollievo, due forature che ci obbligano a relative soste.
La ricompensa è il grande fascino di questa cittadina barocca del ‘700, illuminata dalla luce del tramonto. 





Scicli venne inclusa nel Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco nel 2002, insieme a Noto, Modica, Ragusa e altre quattro città barocche siciliane, tutte ricostruite dopo il devastante terremoto del 1693. 
Incantati dalla prima, aspettiamo che ci raggiunga l’amica di sempre Monica, per visitare le altre.
A Noto ci andiamo in una bella giornata primaverile. Il centro storico è un susseguirsi di vie, scalinate e piazze incorniciati da eleganti palazzi barocchi; il colore della pietra tufoidea con cui è stata costruita la città cambia con l’andare delle ore: dorato quando il sole è alto, rosato al tramonto.
Le chiese non si contano; la Cattedrale di San Nicolò ha una facciata tanto maestosa quanto è deludente l’interno completamente ricostruito dopo il terremoto del 1996 che fece crollare la navata centrale.  

Cattedrale di San Nicolò

San Francesco d'Assisi all'Immacolata

San Domenico


San Carlo

Molto interessante la visita alla balisica del SS. Salvatore, ex convento di monache benedettine, a cui venivano destinate le figlie della nobiltà siciliana. Si respira ancora l’atmosfera della vita di clausura vissuta dietro le gelosie da cui le monache osservavano e sognavano il mondo esterno.
 


Modica è arroccata sulle ripide pendici di una collina. Ci perdiamo nel suo labirinto di viuzze. Ogni tanto si apre uno scorcio sui tetti sottostanti. Nel nostro girovagare senza meta ci imbattiamo nella umile casa natale di Salvatore Quasimodo e nell’imponente Duomo di San Giorgio che domina in cima ad una lunga scalinata.
 




Concludiamo la visita con una tappa all’Antica Dolceria Bonajuto, storico produttore del famoso cioccolato di Modica, la cui caratteristica è di non avere burro di cacao e di essere impastato con lo zucchero a bassa temperatura (max 46°). Buone ed originali le varianti con la cannella, noce moscata ed il cardamomo.

Ragusa Ibla sorge su una collina ai piedi delle città nuova. Il colpo d’occhio dall’alto è notevole.
Ogni stradina laterale, cortile, angolo nasconde piccole meraviglie barocche. Molte case sono adornate da putti e mascheroni a supporto dei balconi, non solo quelle nobiliari.
 





Nota culinaria: imperdibile un apericena alla Salumeria Barocco, in particolare gli assaggi di formaggi siciliani, alcuni molto particolari come ad esempio un caprino cagliato con la linfa del fico. Accompagnati da birre artigianali o ottimi vini, naturalmente siciliani.

Da un Patrimonio dell’Umanità all’altro, andiamo ad Agrigento insieme a Claudia e Claudio, che finalmente sono venuti a trovarci sulla ZoomaX approfittando della sua immobilità in porto!
All’arrivo alla Valle dei Templi il nostro sguardo, prima ancora di essere rivolto ai resti archeologici, vaga alla ricerca dei tanto pubblicizzati abusi edilizi. Maledetti pregiudizi. La realtà si presenta ben diversa. I templi svettano sulla cresta della collina in un contesto curato e ben gestito.
Difficile trovare degli aggettivi che non banalizzino la descrizione della valle di Templi. Le immagini valgono mille parole.
 
Tempio dei Dioscuri

Tempio di Giove Olimpico

Tempio di Ercole

Tempio della Concordia

Tempio della Concordia

Tempio di Giunone

Nei Giardini di Kolimbethra, riportati al loro antico splendore dal FAI, raccogliamo una gran quantità di agrumi di varietà dell’epoca, per loro gentile concessione. Con i limoni della Valle dei Templi produrremo un ottimo limoncello dal sapore antichissimo!
 


Infine dirigiamo ad est sulla strada per Siracusa passando da Capo Passero, estremità meridionale della Sicilia, e facciamo una sosta a Marzamemi, un antico borgo sviluppatosi attorno alla vecchia tonnara locale, oramai abbandonata. Il luogo è suggestivo ed emana una luce africana.







 Inevitabile è la sosta culinaria con acquisto finale di prodotti ittici.

Siracusa ci piace. In particolare Ortigia, testimone di secoli di urbanizzazioni senza soluzione di continuità. Antichi resti di età greca sono inglobati nelle successive edificazioni bizantine, normanne e via fino a quelle barocche. Il Duomo ne è un esempio straordinario.





Papiri nella fonte Aretusa

Al Parco Archeologico della Neapoli ammiriamo l’immenso teatro greco che per la sua posizione e maestosità stimola la nostra immaginazione su quanto debba essere meraviglioso assistere ad una rappresentazione teatrale (la stagione inizia a Maggio).
 


La bellezza dell’anfiteatro romano è invece in parte offuscata dalla scarsa manutenzione della vegetazione che lo circonda; sarà forse perché è bassa stagione, peccato però.
 

Trascorriamo le ultime settimane a Marina di Ragusa a preparare ZoomaX per la prossima partenza.
Tra un lavoro e l’altro veniamo coccolati da Katia, la nostra nuova amica ragusana, che ci apre le porte della sua casa, dove trascorriamo ore piacevoli ad ascoltare i racconti sulle tradizioni della sua terra e della sua famiglia; gli elementi cruciali della narrazione vengono enfatizzati da espressioni dialettali. Dal salotto ai fornelli impariamo a preparare diverse ricette della cucina locale. Grazie Katia, tu sei l’incarnazione dell’ospitalità ragusana.


Il 14 maggio lasciamo gli ormeggi e salutiamo sul canale 74 del VHF il personale del marina e del cantiere che in questi mesi ci ha assistito con grande professionalità. Sotto la torre di controllo anche Porto, il labrador del porto (appunto!), ci saluta abbaiando festoso.
Il cielo è blu, la temperatura è di 21 gradi. Dopo sette mesi, siamo felici di issare le vele. Ci sono 20 nodi da ovest, al gran lasco, armiamo randa piena e genoa tangonato a farfalla, il mare è poco mosso, si fila a 9-10 kn, destinazione Grecia, dove ci ritroveremo con gli amici di A Go Go e Cautha.

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