Andare per mare, per conoscere la terra



giovedì 9 giugno 2016

Grecia - Isole Ionie e Golfo di Corinto


Nell’ultimo post eravamo rimasti alla partenza da Marina di Ragusa: “Il cielo è blu, la temperatura è di 21 gradi. Dopo sette mesi, siamo felici di issare le vele. Ci sono 20 nodi da ovest, al gran lasco, armiamo randa piena e genoa tangonato a farfalla, il mare è poco mosso, si fila a 9-10 kn, destinazione Grecia...”. Dopo qualche ora il vento rinforza, ma il piacere della navigazione è grande, la ZoomaX scivola leggera sulle onde e la velocità aumenta, con punte a 17 nodi in surfata, fino a che.....straaappp, la randa.....nooooooo!!! Uno strappo di oltre un metro a centro vela! Con la coda fra le gambe, ammainiamo  subito e proseguiamo con genoa tangonato e trinchetta a farfalla. Che si fa?Consultiamo la Imray della Grecia e decidiamo di fare rotta su Lefkas, dove ci dovrebbe essere un velaio. Dopo 57 ore di navigazione e 421 miglia percorse ormeggiamo al marina, tiriamo giù subito la randa e dopo due ore siamo già in veleria; il padrone la guarda con schifo e ci chiede come abbiamo fatto a trattare una vela così male. Solo dopo aver saputo che ha sulle spalle più di 40.000 miglia ed il giro del mondo, si lascia convincere a fare la riparazione. A fine mattinata del giorno successivo siamo pronti a ripartire.
Vorremmo andare alle Cicladi al più presto per godercele prima che inizi la stagione del Meltemi, ma già che siamo qui, ci facciamo un giro. 


 
Rustico ma affolattissimo cantiere
Dopo una notte a Ormos Vlikho, dirigiamo su Meganisi, costeggiando Skorpios, che pare sia stata venduta dalla nipote di Onassis ad una giovane ereditiera russa. Ci avviciniamo alla piccola baia isolata dove era solita andare Jackie. 


La nuova proprietaria non è molto ospitale


Vathy è un nome molto gettonato tra le località greche. Dopo essere stati a Vathy sull’isola di Meganisi, ci spostiamo a Vathy ad Itaca. L’architettura dei centri abitati delle Ionie non ha l’armonia di forma e colori che caratterizza il Dodecanneso e nemmeno la luminosa ed allegra semplicità delle costruzioni cicladiche.


Una sosta alla famosa baia del relitto di Zacinto è d’obbligo. Il colore del mare sembra artificiale, tanto il blu è intenso. Durante il giorno c’è un via vai di barche di turisti ma al tramonto vanno via tutti. Nonostante il vento leggero da sud, nella baia entra un po’ d’onda fastidiosa da nord-ovest. La assecondiamo con un’ancora di poppa, e restiamo per la notte, unici guardiani del relitto! 




Lasciamo le Ionie in direzione di Corinto. Nel Golfo di Patrasso, le case su palafitta di Mesolongion, ciascuna con il suo molo in legno, ci ricordano il sud-est asiatico.


L’ingresso nel Golfo di Corinto è suggellato dal passaggio sotto l’imponente ponte Rion-Antirion, il più lungo ponte sospeso al mondo.



Galaxidi è una bella cittadina con una importante tradizione di cantieristica navale.  Qui nell’800 vennero costruiti velieri che solcarono gli oceani di tutto il mondo. Purtroppo l’avvento del motore comportò la fine del suo prestigio e della sua fama. 


Lasciamo ZoomaX al porticciolo e con una macchina a noleggio andiamo a visitare il sito archeologico di Delfi, attratti dalla leggenda secondo cui Zeus, un giorno, liberò due aquile agli estremi opposti del mondo, e queste si ricongiunsero a Delfi, nel punto in cui una pietra sacra simboleggia l’ombelico del mondo.


Risaliamo le pendici del monte Parnaso, fermandoci ad ammirare le rovine del tempio di Apollo, all’interno del quale la Pizia, in stato di trance per l’esalazione di vapori vulcanici, pronunciava i suoi oracoli. Del tempio è rimasto poco, ci sarebbe piaciuto poter vedere la celebre espressione ‘conosci te stesso’,  scolpita sul frontone.
 


Dal teatro si gode di un vista straordinaria
 


Lo stadio in cui si svolgevano i Giochi Pitici si trova nel punto più alto ed è relativamente ben conservato.



La Tholos parzialmente restaurata del santuario di Athena Prònaia.

Dal Monte Parnaso seguiamo la strada per il Monte Elicona. Dopo esserci persi un paio di volte, è più la fortuna che non le indicazioni stradali a condurci al monastero di Osios Loukas, un capolavoro bizantino, costruito nel X-XI secolo. Non ci aspettavamo di trovare un complesso architettonico di tale pregio.




Anche l’ottimo stato di conservazione degli interni e dei mosaici ci sorprende





Infine arriva il giorno del transito nel canale di Corinto. A poche miglia dall’imbocco, un festoso banco di stenelle viene a farci visita.





Il canale è stretto, le pareti alte, questo è indubbio, ma come spesso accade, quando le aspettative sono elevate, la realtà si rivela un po’ deludente. Il passaggio è brevissimo ed il tratto suggestivo dura un attimo. Si è subito fuori dall’altra parte, pronti per il salasso...



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