E’ da quest’inverno che aspettavamo questo momento. Il momento in cui avremmo calato l’ancora nelle acque limpide del Mar Egeo.
Amiamo viaggiare, navigare, conoscere gente e posti nuovi, ma soprattutto amiamo il mare. Perché? La risposta più immediata è perché in acqua siamo felici. Una spiegazione più articolata forse la fornisce la psicoanalisi, che attribuisce all’acqua un simbolo di nascita e di vita, un ritorno al grembo materno.
Qualunque sia la verità, non ci sono dubbi che sia stato l’amore per il mare ad indurci a partire quattro anni fa, ed a portarci in Grecia oggi.
Qualunque sia la verità, non ci sono dubbi che sia stato l’amore per il mare ad indurci a partire quattro anni fa, ed a portarci in Grecia oggi.
A Khytnos, nostra prima tappa cicladica, finalmente ricominciamo a nuotare. nonostante la temperatura del mare sia ancora bassa, sui 22-23°.
A Syros visitiamo Ermoupolis, la capitale delle Cicladi, che si trova sulla costa est.
E’ una cittadina con un passato glorioso, sia da un punto di vista culturale, che commerciale. Il centro storico è ben conservato, dietro al lungo mare strette viuzze sbucano in imponenti piazze sulle quali si affacciano palazzi del ‘700 e ‘800, tra i quali una piccola copia del teatro La Scala. La parte alta della città, Ano Syros, è un borgo pedonale, di origine medievale, dove molte case sono in fase di recupero, probabilmente grazie anche ad investimenti privati stranieri. La vista da lassù è notevole.
A Syros visitiamo Ermoupolis, la capitale delle Cicladi, che si trova sulla costa est.
E’ una cittadina con un passato glorioso, sia da un punto di vista culturale, che commerciale. Il centro storico è ben conservato, dietro al lungo mare strette viuzze sbucano in imponenti piazze sulle quali si affacciano palazzi del ‘700 e ‘800, tra i quali una piccola copia del teatro La Scala. La parte alta della città, Ano Syros, è un borgo pedonale, di origine medievale, dove molte case sono in fase di recupero, probabilmente grazie anche ad investimenti privati stranieri. La vista da lassù è notevole.
La sorpresa più bella però ce la riserva Rinia, un'isola di una bellezza rara, abitata solo da qualche pastore, forse neanche stanziale e circondata da acque chiare e limpide. Per una decina di giorni non ci muoviamo se non per cambiare rada in base ai capricci del vento; il meltemi non si è ancora stabilizzato ma Rinia offre ancoraggi protetti anche dai venti degli altri quadranti.
Mykonos sullo sfondo, vista da Rinia |
Situata nel centro delle Ciclaci, ad una manciata di miglia ad ovest di Mykonos, Rinia è riuscita a preservare la sua integrità. Il motivo probabilmente risiede nella sua prossimità con Delos. Fu a Rinia, infatti, che nel V secolo a.C. vennero seppelliti tutti i morti di Delos, quando gli Ateniesi ne decisero la purificazione per renderla sacra e stabilirono che nessuno avrebbe più potuto nascere o morire sull’isola.
Dalla pace di Rinia, ci trasferiamo nel caos di Mykonos. Il mare è infrequentabile per la quantità di moto d’acqua che zigzagano fra le barche all’ancora, gommoni che sfrecciano tra i superyacht e le spiagge. Le strade sono intasate di traffico, i negozi affollati, i prezzi alle stelle. Insieme a Monica, che ci raggiunge per qualche giorno di vacanza, ci buttiamo comunque nella mischia, affittiamo una macchina e facciamo il giro dell’isola, visitiamo la chora e frequentiamo i locali più trendy. Molto divertente l’aperitivo al Jackie O’.
Anche quest’anno ci raggiungono Nami e Yohei, e con loro andiamo a Koufonissi, nelle piccole Cicladi, insieme anche ad AGoGo e Cautha, che ritroviamo a Paros. Dopo aver trascorso l’inverno insieme a Marina di Ragusa, a maggio le nostre strade si erano separate, in quanto loro, prima di raggiungere la Grecia, volevano fare il giro della Sicilia.
Arriviamo a Koufonissi in un giorno di meltemi gagliardo. La navigazione a sud di Paros e Naxos è impegnativa, con il vento forte e rafficato che sdraia la barca in più occasioni. Circumnavighiamo l’isola, prima di ancorare davanti al paese. I 35 nodi di vento previsti per i prossimi giorni, ci inducono a calare anche la seconda ancora.
La Perla delle Cicladi, come viene definita dalle guide turistiche, conferma le nostre aspettative, già molto elevate. È un’isola incantevole, di piccole dimensioni, in cui le auto sono quasi assenti. A piedi o in bicicletta si raggiungono amene spiagge e magiche insenature nascoste tra le rocce. I colori del mare sono straordinari. Il piccolo paese, curato ma non leccato, è sonnecchioso di giorno, ma animato la sera.
Contribuiamo anche noi a animare la vita dell’isola, in quanto la compagnia aumenta sensibilmente di numero. Arriva infatti Rebecca, amica d’infanzia, in vacanza a Koufonissi con un gruppo di amiche ed una numerosa banda di bambini. Tutti insieme esploriamo, arranchiamo con le biciclette nella sabbia, ci abbuffiamo di ghiros, souvlaki e pitta fino alla nausea, nuotiamo, raccogliamo ricci, i bambini azzardano tuffi sempre più alti, e apnee sempre più lunghe e noi, ritornando al punto di partenza, cerchiamo di trasmettere loro il nostro amore per il mare. Sarà la loro generazione a doversene prendere cura e ben sappiamo quanto ce ne sia bisogno.