In Dodecaneso, dopo cinque anni di tentennamenti, finalmente viene a trovarci Antonia, la mamma di Paolo. I suoi timori di "non avere più l’età per navigare su una barca a vela" si rivelano infondati. Si adatta con naturalezza ed ironia alla vita di bordo. Con lei visitiamo le isole più meridionali, Symi, Rodi , Kastellorizo, ed il sito archeologico di Knidos, stupiti dalla scarsa presenza di turismo. La paura dei migranti (peraltro totalmente assenti) e l’instabilità politica della vicina Turchia hanno causato un fuggi fuggi generale. E’ triste constatare quanto la gente si faccia influenzare dal superficiale sensazionalismo delle informazioni diffuse dai media.
Noi ne approfittiamo per goderci nella più totale tranquillità il fascino senza tempo di questi luoghi.
Noi ne approfittiamo per goderci nella più totale tranquillità il fascino senza tempo di questi luoghi.
Rodi, Lindos |
Kastellorizo |
Raggiunto
a Kastellorizo il punto più orientale della Grecia, invertiamo la
rotta e ricominciamo ad attraversare il Mar Egeo in direzione ovest.
La visita di alcuni amici e l’incontro con altri navigatori animeranno le giornate di questo lento viaggio di ritorno.
La visita di alcuni amici e l’incontro con altri navigatori animeranno le giornate di questo lento viaggio di ritorno.
A
Kos ci raggiungono Francesco, Vittoria, Luigi e Federica, per una
vacanza lampo. Con loro andiamo ad Astipalaia, facendo prima tappa a
Leros, Levitha ed Amorgos. Una navigazione di oltre 150 miglia, a tutte
le andature, per la gioia di Luigi, forse un po’ meno di Federica...
Kos-Leros di bolina, Leros-Levitha-Amorgos al traverso, e
Amorgos-Astipalaia al lasco.
Contiamo
su Francesco per riuscire finalmente a pescare qualcosa, ma anche
questa volta ci dobbiamo consolare con il capretto di Levitha.
Ad
Astipalaia ci fermiamo dieci giorni. In realtà fermi ci stiamo poco
perché la esploriamo a fondo con Claudia e Claudio. Partiamo dal
porticciolo di Skala e baia dopo baia, facciamo il giro di questa bella
isola a forma di farfalla. Pur essendo parte del Dodecaneso, tutto ad
Astipalaia ci riporta alle Cicladi, sia lo stile architettonico della
chora, sia la vegetazione vittima del meltemi.
Insieme ai Claudi nuotiamo, nuotiamo, e ancora nuotiamo in queste meravigliose acque limpide.
Decidiamo di proseguire il nostro viaggio ripassando da Armogos, per visitare il monastero di Panaghia, costruito nell'XI secolo su una roccia a strapiombo sul mare a 300 metri di altezza. Un edificio spettacolare sospeso tra il blu del cielo e del mare!
Alle isole Pantieronisi, tra Paros ed Antiparos, ritroviamo Laura e Wolfi con il Tanai III.
Raggiungiamo insieme Milos, dove avevamo già fatto sosta diverse volte in passato, senza però aver avuto l’occasione di apprezzare la sua bellezza. Trascorriamo la prima notte a Kleftiko, sulla punta sud ovest, ancorati tra un labirinto di rocce calcaree che spuntano come funghi dal mare.
Nei giorni successivi esploriamo l’isola via terra. La conformazione geologica di Milos, ricchissima di minerali, dona alle rocce una varietà di colori sorpendente.
I villaggi dei pescatori sono pittoreschi
Ci divertiamo con i quad su e giù per gli sterrati, qualcuno rischia anche di dare il giro.
A Sarakiniko sembra di essere sulla luna
oppure sulle alpi
Durante le ultime giornate greche, in Peloponneso, rivolgiamo maggiore attenzione alle condizioni meteo. Con l'arrivo dell'autunno compaiono le prime nuvole, la temperatura cala improvvisamente, ed il meltemi ruggisce un ultima volta prima di dare spazio alle perturbazioni da sud.
Con Alessandra e Roberto di Sarah Jane navighiamo da un dito all'altro del Peloponneso, e trascorriamo le prime serate chiusi in dinette.
Tra qualche minuto salperemo l'ancora, un buon levante ci dovrebbe spingere fino in Sicilia, dove porteremo ZoomaX per la sosta invernale a Marina di Ragusa.