Finalmente! Siamo arrivati in Polinesia, con quasi un anno di ritardo rispetto al programma.
Dopo 10 giorni di navigazione da Tonga, all'alba del 15 Novembre abbiamo avvistato Raiatea.
Si presentava come una traversata complicata, contro gli alisei che sono prevalenti a queste latitudini. È andata bene, pur allungando il percorso di circa 400 miglia rispetto alla rotta diretta, abbiamo avuto la fortuna di prendere una finestra meteo che ci ha consentito di navigare con vento al traverso per tutto il tempo.
Facciamo un passo indietro, l'ultimo post terminava con il nostro arrivo a Tonga, sosta obbligata in attesa di condizioni favorevoli per proseguire. Riprendiamo da lì.
Siamo ansiosi di vedere con i nostri occhi le conseguenze dello tsunami del 2020, dopo aver visto le immagini satellitari che mostravano la totale devastazione di alcune delle isole che avevamo visitato nel 2019.
Kelefesia 2019 |
Kelefesia 2023 |
Nella zona di Ha'apai, dove ci troviamo, l'impatto è stato meno violento, i danni a terra contenuti. Notiamo invece che il corallo è stato decimato.
il paesaggio resta comunque incantevole e l'acqua invitante; ne approfittiamo mentre teniamo d'occhio le previsioni meteo.
Vediamo una possibile finestra meteo per partire lunedi 6 Novembre.
Secondo il routing suggerito dai modelli GFS e ECMWF la traversata sarà un semicerchio a sud della rotta diretta. Si prevede una prima parte con vento da Est che girerà poi NE-N-NW e poi con il passaggio di un fronte passerà a velocemente a SSE. Nella parte centrale una grande depressione dovrebbe formarsi a est della NZ, che si muoverà verso ENE, e porterà alla nostra latitudine e longitudine venti da Sud. Il finale è più incerto ma se siamo fortunati, a ovest della depressione seguirà un grande alta pressione che dal mar di Tasmania si sposterà verso est, continuando a darci venti dai quadranti meridionali.
Il 7 Novembre attraversiamo la linea del cambio data ma decidiamo per comodità di restare su data e ora di Tonga (GMT+13) fino all'arrivo in Polinesia il cui fuso orario è GMT-10; dovremo quindi portare gli orologi indietro di 23 ore.
La sera del 9 Novembre il fronte che aspettavamo ci passa sulla testa improvvisamente ed il vento gira di colpo a SW costringendoci ad una veloce strambata. Inizia a piovere e la temperatura scende velocemente di 3-4 gradi.
Piove per i tre giorni successivi, ma con l'arrivo del vento da sud smettiamo di scendere di latitudine e mettiamo la prua a est. Il vento sui 22-25 nodi ed il mare incrociato rendono la vita a bordo piuttosto scomoda. Il brutto tempo contribuisce a non stimolare un grande attivismo. Stiamo perlopiù sdraiati, leggiamo e guardiamo qualche film. Stiamo entrambi leggendo la biografia di Elon Musk.
Le condizioni non richiedono grandi manovre in pozzetto. Navighiamo con la randa con una mano di terzaroli da quando siamo partiti e alterniamo il fiocco alla trinca in base all'intensità del vento.
Le previsioni si stanno confermando. Grazie a Starlink, a cui ci colleghiamo due volte al giorno, mattina e sera, riusciamo a farci un quadro chiaro sull'evoluzione della meteo. La depressione che si trova a sud si sta spostando verso est ed è seguita da una grande alta pressione. Il che significa che continueremo ad avere vento da S-SSE variabile fra i 10 e i 20 kn fino all'arrivo. Intanto abbiamo anche ricominciato a risalire di latitudine con rotta ENE.
Continuiamo a tenere buone medie giornaliere e finalmente siamo quasi in rotta. Tutte le sere abbiamo un appuntamento social! Alle 05:15 UTC (18:15 ora di Tonga) ci colleghiamo
alla net di Gulf Harbour Radio sulla SSB frequenza 8.752, con Patricia e David,
che oltre a noi stanno seguendo un bel gruppo di barche che sta traversando da
Fiji/Tonga/Nuova Caledonia verso la Nuova Zelanda. e una barca in rotta per le Hawaii.
Il tempo migliora, la temperatura sale sensibilmente, da 19 gradi a 27 nel giro di un paio di giorni, il vento diminuisce, ma non è costante, tira e molla tra i 10 e i 20 nodi; nel finale gira a SE, ma ce lo aspettavamo quindi ci eravamo tenuti un po' stretti di rotta per poter poggiare e non finire di bolina. Al tramonto del penultimo giorno peschiamo un bel wahoo, di 6-7 kg. Che gioia! È il nostro pesce preferito, insieme all'aguglia imperiale. L'ultima volta che aveva abboccato un wahoo era proprio in Polinesia nel 2019. Da allora solo tonni, mahi mahi e marlin. Finiamo il lavoro di macelleria in pozzetto al buio con la luce artificiale.
L'ultima notte calibriamo la velocità della barca per avvicinarci alla laguna di Raiatea con la prima luce. Eccitati per l'arrivo siamo entrami in piedi alle 05:30, anche perché non abbiamo ancora spostato gli orologi e a quest'ora c'è già il sole.
Raiatea appare sulla nostra prua. Tiriamo fuori la bandiera di cortesia della Polinesia Francese e la issiamo sulla sartia di dritta insieme alla bandiera gialla della quarantena.
Davanti alla passe Rautoanui, accendiamo il motore e tiriamo giù le vele. Nella laguna regna la pace più assoluta. Non c'è un filo d'aria perché siamo sul lato ovest protetti dall'isola. Dobbiamo però raggiungere Uturoa, a nord est, passando nel canale tra Raiatea e Tahaa. Lì il vento si fa sentire eccome, e ce l'abbiamo in faccia, ma senza onda. Man mano che il sole si alza i colori della laguna si accendono.
È la terza volta che arriviamo in Polinesia (nel 2013 alle Marchesi da Panama, nel 2019 alle Gambier dal Cile) ma resta uno degli atterraggi più emozionanti!
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