Andare per mare, per conoscere la terra
domenica 22 dicembre 2013
lunedì 25 novembre 2013
Nuova Zelanda - Northland
Iniziamo a conoscere questa terra partendo dal principio della sua storia contemporanea. Visitiamo i Waitangi Treaty grounds dove nel 1840 i Maori firmarono un trattato di pace con i Britannici, cedendo di fatto la sovranità in cambio di protezione; si diede così il via alla storia dell’attuale Nuova Zelanda.
Un capo maori, firmatario del Waitangi Treaty |
Effettuiamo la visita accompagnati da una guida maori, che sottolinea quanto siano attuali i contenuti del trattato, sui quali ci sono ancora dispute aperte, soprattutto in merito alla restituzione delle terre ai nativi.
A Russell, prima capitale, si trova la più antica chiesa neozelandese. Abituati alla ricchezza del patrimonio storico europeo, la Christ Church, che risale al 1836, ci fa sorridere. Il suo interno semplice e luminoso ci trasmette comunque un piacevole senso di pace.
Dopo qualche giorno di turismo terrestre, ripartiamo con ZoomaX alla volta di Whangarei. Facciamo brevi tappe giornaliere; gironzoliamo per la Bay of Islands e camminiamo a lungo sui sentieri di queste isole incantevoli; i panorami sono notevoli
È una riserva naturale, dove il Department of Conservation lavora attivamente per proteggere diverse specie di uccelli quasi estinti. Non riusciamo a vederli, ma sentiamo il loro canto, inconsueto, sembra l’accordo di note suonate da un’orchestra prima di un concerto.
Sulle spiagge ci sono alcuni grandi alberi dalle forme contorte
Sulle spiagge ci sono alcuni grandi alberi dalle forme contorte
i tramonti hanno di nuovo colori quasi invernali
Passato Cape Brett, navighiamo lungo la costa est, incontrando tanti delfini
e fermandoci in alcune baie dai nomi maori; la prima è Whangamumu, una piccola baia dove nei primi ‘900 c’era una fabbrica per la lavorazione delle balene. Ne estraevano olio dal grasso sottocutaneo e fertilizzante dalle ossa. Il resto non veniva utilizzato. Visitiamo le rovine della ‘whaling station’ e poi facciamo una passeggiata lungo il sentiero che porta a Cape Brett. Anche questo tratto di costa è riserva naturale. Ci colpisce la cura con cui vengono mantenuti i sentieri.
Mimiwhangata è un’ampia baia di fronte ad una lunga spiaggia deserta e selvaggia
dove camminiamo solitari fino a quando non veniamo redarguiti da una coppia di ‘oystercatcher’ al cui nido ci siamo inavvertitamente avvicinati troppo. Inizialmente ci minacciano urlando e girandoci attorno, poi passano all’azione attaccando Paolo con la tecnica del ‘dive bombing’
Le colline dietro alla spiaggia sono state adibite a pascolo. Le vacche hanno immensi spazi a loro disposizione.
Lungo questo tratto di costa incontriamo una miriade di piccoli pinguini (blue penguins), che appaiono in superficie per un attimo vicino alla barca, ci guardano per nulla impauriti e si immergono nuovamente.
Per raggiungere Whangarei dobbiamo percorrere un lungo canale balisato che si restringe sempre di più fino a diventare un fiume.
Per raggiungere Whangarei dobbiamo percorrere un lungo canale balisato che si restringe sempre di più fino a diventare un fiume.
La parte finale è poco profonda e soggetta ad un’importante escursione di marea. Per percorrere le ultime 2 miglia, necessarie a raggiungere il marina, dobbiamo aspettare l’alta marea e passare sotto il nuovo ponte di Whangarei. Anche qui viviamo una piccola avventura. Siamo preceduti da una barca a motore ed avvicinandoci al ponte chiamiamo sul canale 9 del VHF per comunicare con il Bridge Control senza avere risposta. Il ponte si sta aprendo, ci avviciniamo rapidamente quando qualcuno ci chiama alla radio. È il Bridge Control che ci chiede “are you happy to pass with the bridge opened at 80%?”... che cavolo di domanda!! Rapidamente Anna gli comunica che la luce che ci occorre è di 23 metri, siamo a dieci metri dal ponte... il Bridge Control ci risponde che all’80% la luce è di 18 metri... macchine indietro tutta!!!!!! La ZoomaX si intraversa giusto prima di entrare sotto il ponte. Indietreggiamo in attesa che il ponte venga chiuso e riaperto al 100%. Finalmente si passa! (Per informazione, il canale VHF giusto per il Bridge Control è il 64).
Il marina è piccolo e si sviluppa lungo il fiume. Il posto è molto accogliente.
In questi giorni ci dedichiamo ad una lunga serie di lavoretti di manutenzione sulla barca. Whangarei è un importante polo per la nautica neozelandese, dove si concentrano rivenditori, produttori, artigiani, il tutto a 'walking distance'!
Il 2 dicembre tireremo ZoomaX fuori dall’acqua e la lasceremo in cantiere per qualche settimana, durante le quali torneremo in Italia per festeggiare Natale con le famiglie e gli amici, e per andare in montagna a sciare! Non vediamo l’ora.
Il 2 dicembre tireremo ZoomaX fuori dall’acqua e la lasceremo in cantiere per qualche settimana, durante le quali torneremo in Italia per festeggiare Natale con le famiglie e gli amici, e per andare in montagna a sciare! Non vediamo l’ora.
Ciao, a presto!
venerdì 8 novembre 2013
From the Kingdom of Tonga to New Zealand
Nelle tre settimane trascorse nel regno di Tonga, abbiamo visitato soltanto l’arcipelago di Vava’u, un insieme di 61 isole ed isolotti, tra i quali navigare è un vero piacere.
La morfologia di queste isole è interessante e ci consente di fare nuove esperienze, come ancorare all’interno del cratere dell’antico vulcano Hunga
Ingresso del cratere visto dall'interno |
immergerci nelle acque cristalline di Swallow’s Cave
nuotare nel Coral Garden di Vakaeitu island
andare a spasso sulla spiaggia di Port Maurelle.
Trascorriamo qualche giorno a Neiafu, il capoluogo di Vava’u.
Il contatto con la popolazione locale si rivela subito diverso rispetto all’esperienza fatta nel resto del pacifico. La gente è cordiale ma molto più riservata, meno disponibile a socializzare con gli stranieri, forse è più timida. Tra di loro notiamo invece un grande spirito di collaborazione reciproca; nella società tongana, infatti, è consuetudine scambiare le competenze. Ne consegue che al denaro viene data un’importanza relativa. Il comportamento sociale, la dignità personale ed il rispetto sono valori che hanno priorità rispetto al benessere economico. Per questo Tonga è un paese con un tasso di criminalità molto basso.
I tongani sono molto religiosi. Ci dicono che la quasi totalità della popolazione frequenta regolarmente la chiesa. Abbiamo avuto occasione di assistere al passaggio di un corteo funebre; il pathos trasferito dalla musica e dal corteo toccava nel profondo.
In questo paese la festività della domenica è regolamentata per legge: è vietato lavorare!
Il 23 settembre salpiamo da Tonga, rotta a sud, destinazione Nuova Zelanda. Ci aspettano circa 1.200 miglia di navigazione, durante le quali lasceremo la fascia tropicale, caratterizzata dal regime degli alisei, per inoltrarci verso le più incerte condizioni meteo delle latitudini neo-zelandesi dove le alte e le basse pressioni si susseguono l'un l'altra ad una velocità tale che anche i guru meteorologi locali prendono delle grandi cantonate. Alla partenza sembra che la finestra meteo sia perfetta. Solo due giorni dopo però, ci fermiamo a Minerva Reef nord (spettacolare atollo in mezzo all’oceano, senza alcuna terra emersa), per aspettare il passaggio di un brutto fronte.
In questo paese la festività della domenica è regolamentata per legge: è vietato lavorare!
Il 23 settembre salpiamo da Tonga, rotta a sud, destinazione Nuova Zelanda. Ci aspettano circa 1.200 miglia di navigazione, durante le quali lasceremo la fascia tropicale, caratterizzata dal regime degli alisei, per inoltrarci verso le più incerte condizioni meteo delle latitudini neo-zelandesi dove le alte e le basse pressioni si susseguono l'un l'altra ad una velocità tale che anche i guru meteorologi locali prendono delle grandi cantonate. Alla partenza sembra che la finestra meteo sia perfetta. Solo due giorni dopo però, ci fermiamo a Minerva Reef nord (spettacolare atollo in mezzo all’oceano, senza alcuna terra emersa), per aspettare il passaggio di un brutto fronte.
Tornati a bordo dopo una nuotata con la muta (la temperatura dell’acqua comincia ad essere fresca), puliamo un carangide appena pescato da un amico per festeggiare il compleanno di Paolo, e ne appendiamo i resti in acqua legandoli ad una cima a poppa della barca (gioco che facciamo spesso). In genere dopo poco qualche pesce si fa vivo, solitamente dei piccoli squali pinna nera. Questa volta non succede niente. Paolo dopo, quasi un’ora che teniamo la carcassa a bagno, butta un occhio e si accorge che dietro la poppa della ZoomaX sta incrociando un bestione. Lo riconosce immediatamente, è uno squalo tigre! È un esemplare di circa tre metri che fa salire l’eccitazione a mille. Si direbbe tranquillo e ad ogni passaggio ci osserva attentamente. La nostra presenza lo frustra un po’ così decide di “nascondersi” sotto lo zoomaxino (che si direbbe più piccolo di lui) e per sfogarsi comincia a sgranocchiare l’elica del fuoribordo, ‘sto screanzato! Riusciamo a fargli cambiare idea spingendogliela sul grugno... ci manca solo che mozzichi un tubolare! Dopodiché si fa più ardito e con un morso si porta via il corpo del pesce lasciando la testa a penzolare. Riprende i suoi giri sfiorando la poppa della barca al punto che Paolo riesce, con la mano, a prendergli la pinna dorsale. La cosa non lo turba granché e decide che è arrivata l’ora di ingoiare anche la testa. In un sol boccone se la porta via tranciando il cimino da 6mm come se non esistesse. Che denti!
Trascorsi tre giorni in questo incredibile angolo di mondo, salpiamo nuovamente con prua a sud. Durante le 800 miglia che ancora ci separano dalla Nuova Zelanda, abbiamo il tempo di rimpiangere le miti temperature dei tropici e la costanza degli alisei. Il vento infatti fa il giro della bussola una volta e mezzo, con intensità variabilissime….. Insomma, a bordo ci si fa un bel mazzo!!!
IL 4 NOVEMBRE ALL’ALBA AVVISTIAMO LA NUOVA ZELANDA, SIAMO DALL’ALTRA PARTE DEL MONDO!!!
L’emozione è grande. Dopo un anno di paesaggi tropicali, l'arrivo in questa grande isola dalla costa frastagliata e dalle infinite verdi praterie è indimenticabile. La Bay of Islands è enorme quindi navighiamo per 3 ore assaporandoci questo paesaggio come in trance prima di arrivare ad Opua e risvegliarci per affrontare le rigide pratiche doganali di ingresso nel paese.
Che grande soddisfazione essere arrivati fin qui con la nostra barca!
IL 4 NOVEMBRE ALL’ALBA AVVISTIAMO LA NUOVA ZELANDA, SIAMO DALL’ALTRA PARTE DEL MONDO!!!
L’emozione è grande. Dopo un anno di paesaggi tropicali, l'arrivo in questa grande isola dalla costa frastagliata e dalle infinite verdi praterie è indimenticabile. La Bay of Islands è enorme quindi navighiamo per 3 ore assaporandoci questo paesaggio come in trance prima di arrivare ad Opua e risvegliarci per affrontare le rigide pratiche doganali di ingresso nel paese.
Che grande soddisfazione essere arrivati fin qui con la nostra barca!
Continuiamo a tracciare la nostra posizione su http://www.youposition.it/it/map/3445/andare-per-mare-per-conoscere-la-terra.aspx?delete=58269