Andare per mare, per conoscere la terra



domenica 19 ottobre 2014

Indonesia - Le calme equatoriali

Di seguito il resoconto, tratto dal diario di bordo, delle 1.000 miglia percorse tra Bali e Singapore, a cavallo dell'equatore, dal quale emerge una realtà diversa rispetto alle traversate oceaniche raccontate in post precedenti. 

Tipica vista dal ponte di ZoomaX durante la navigazione all'equatore


INDONESIA
 
Bali Marina 

Domenica 5 ottobre 2014
 

Coordinate alle 00h00: 08°44,449S – 115°12,792E


Partiamo alle 11h00. Risaliamo il canale tra Bali e Lombok vicini vicini  alla costa, con corrente contraria di 1-2 nodi. Non c’è vento, si smotora fino al faro sulla punta nord est di Bali. Poco dopo, sempre costeggiando il lato nord-est dell’isola, si alzano 20-25 nodi di vento da SSO, al traverso. 
Ci godiamo il Monte Agung al tramonto. Con l’imbrunire vediamo almeno tre bocche con piccole colate laviche di cui una piuttosto bassa. 
Man mano che ci allontaniamo dall’isola il vento gira verso S e poi SE. 
Alle 20h00 ricominciamo con i turni di guardia da 6 ore ciascuno.

Miglia percorse: 97
Ore di navigazione: 13
Ore di motore: 7

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INDONESIA
 
Java Sea

Lunedì 6 ottobre 2014 



Coordinate alle 00h00: 07°53,028S – 115°22,067E



Giornata di sole con circa 20 nodi da SE, in calo. Mentre armiamo il tangone, la testa si stacca improvvisamente dalla rotaia e questo precipita; viene fermato dalla cimetta che tiene il lazzyjack lontano dall’albero, evitando così di abbattersi sulla testa di Anna. Che spavento. Capiamo in fretta la causa del distacco: i buchi delle viti che la fissano al tubo sono stati realizzati al limite del bordo della coppa in alluminio (infilata nel tangone), che, ovviamente, si è rotta. Complimenti a ZSpar! 
Nel pomeriggio Paolo fa due nuovi fori che ci consentono di riutilizzarlo.
 Navighiamo con randa con una mano e genoa tangonato. 
E’ pieno di barche da pesca, l’attenzione deve rimanere alta. Superate la zona di reef di Pulua Kamudi, nel mare di Java incrociamo anche molte navi. Siamo sulla rotta tra Singapore e l’Australia.

Miglia percorse: 157
Ore di navigazione: 24
Ore di motore: 0

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INDONESIA

Java Sea – Pulau Bawean

Martedì 7 ottobre 2014 



Coordinate alle 00h00: 06°25,569S – 113°38,331E



Di notte il vento gira sempre più a sud, e diminuisce di intensità. Abbiamo il genoa tangonato, quindi lo assecondiamo seguendo una rotta più verso nord.
Alle 13h00 ancoriamo in una grande baia a nord di Bawean su 7 metri di fondo sabbioso, dove si trova un villaggio, Tambak. Veniamo subito accolti dal richiamo dei muezzin. Nella baia, oltre a noi si trovano un paio di pescherecci, di cui uno, di fianco a noi, che resterà  con i generatori accesi per tutta la nostra permanenza, deve avere i frigoriferi pieni di pesce. In fondo alla baia c’è anche una grande chiatta che brandeggia attaccata ad un rimorchiatore all’ancora e dietro di lei un barca a vela, il Blue Ray, che avevamo già visto a Bali Marina. Nel pomeriggio passa a trovarci Luc del Blue Ray che ci racconta essere stato speronato dalla chiatta. Ha diversi danni sulla fiancata destra e all’eolico.

Parliamo al telefono con Hans di Andante, che si trova a Kumai, nel Borneo. Ci dice di aver toccato con la chiglia all’ingresso del fiume. E’ ancorato davanti al villaggio e la corrente è piuttosto forte, fino a 3 nodi. Comunque domani lasceranno la barca per andare a fare un gita in giornata per vedere gli orangutan. Ci racconta anche degli incendi che oscurano il cielo. Riflettiamo sui pro e contro della tappa a Kumai e concludiamo con la decisione di non andarci. Troppe incognite.

Paolo ha bisogno di recuperare sonno ancora dal viaggio in Italia, e dorme quasi tutto il pomeriggio e la notte. Non mettiamo nemmeno in acqua il gommone.

Miglia percorse: 84
Ore di navigazione: 13
Ore di motore: 2

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INDONESIA

Pulau Bawean – Java Sea

Mercoledì 8 ottobre 2014 


Coordinate alle 00h00: 05°43,817S – 112°40,213E



Partiamo dopo pranzo in direzione Karimunjawa a 140 miglia a ovest. Il cielo continua ad essere terso, ma la temperatura aumenta, 32-33 gradi di giorno. 
Al principio non c’è vento, andiamo a motore. Dopo il tramonto si alza un po’ d’aria da SE. Armiamo il tangone per il genoa e la randa con una mano e navighiamo a farfalla. Nella notte il vento gira verso sud. Paolo toglie il tangone e proseguiamo mura a sinistra. Continuiamo ad essere circondati da decine di barche da pesca, più o meno grandi. Il canale 16 del VHF viene utilizzato dagli indonesiani per tutto tranne che per la sicurezza in mare. Chiacchierano per ore, fanno versi, cantano, trasmettono anche musica commerciale. Dopo ore di questo sottofondo non se ne può più e si porta il volume della radio al minimo. Speriamo nessuno abbia mai un’emergenza che richieda assistenza. Non è sul 16 che si può fare affidamento.

Miglia percorse: 55
Ore di navigazione: 10
Ore di motore: 5

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INDONESIA

Java Sea - Karimunjawa

Giovedì 9 ottobre 2014 



Coordinate alle 00h00: 05°46,180S – 111°49,087E



Prima dell’alba il vento gira a SO e rinforza. 
Ottobre è il mese di transizione tra il monsone di SE e quello di NO, nell’emisfero sud, e tra il SO ed il NE nell’emisfero nord. I venti sono quindi variabili e deboli. Inoltre ci stiamo avvicinando all’equatore, e alle sue calme.
Anche i grib sono totalmente inaffidabili.

Facciamo le ultime miglia per arrivare a Kalimunjawa di bolina.
 Entriamo nella pass davanti al villaggio, molto stretta tra i reef, per ridossarci a nord. L’arcipelago è formato di oltre 30 isolette, basse con belle spiagge bianche. Cerchiamo un ancoraggio un po’ appartato, ma purtroppo non troviamo profondità adatte, sempre sui 30 metri. Torniamo allora di fronte al villaggio a nord della pass. Un barca locale ci guida ad una zona sui 18 metri dove ancoriamo alle 14h00 su fondo sabbioso. Il posto è bello. 
Pomeriggio di relax.

Miglia percorse: 96
Ore di navigazione: 14
Ore di motore: 2

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INDONESIA
Karimunjawa
Venerdì 10 ottobre 2014

Coordinate alle 00h00: 05°52,565S – 110°25,653E

Giornata di riposo. Non abbiamo voglia di scendere a terra. Anna scrive il post su Bali, e Paolo fa qualche lavoretto e dorme ancora un po’.


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INDONESIA
Karimunjawa – Java Sea
Sabato 11 ottobre 2014

Coordinate alle 00h00: 05°52,565S – 110°25,653E

Partiamo alle 8h00. Non c’è vento. Facciamo le prime 5 miglia tra reef e isolette di questo bell’arcipelago, poi ci mettiamo in rotta verso  Belitung, nostra prossima tappa.
Tempo sempre bello, ma caldo con umidità in sensibile aumento. Oltre i 33° con 70% di umidità. Ci si deve muovere con parsimonia.
Poco prima del tramonto si alza un po’ d’aria da ENE. Armiamo randa piena e genoa e facciamo una lenta bolina.

Miglia percorse: 81
Ore di navigazione: 16
Ore di motore: 9

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INDONESIA
Java Sea
Domenica 12 ottobre 2014

Coordinate alle 00h00: 05°07,744S – 109°25,842E

Nella notte il vento molla. Si procede a motore. Per tutto il giorno alterniamo vela e motore: approfittiamo di ogni refolo per spegnerlo, ma la velocità della barca non supera i 3-4 nodi.
Sempre sole e caldo.

Miglia percorse: 124
Ore di navigazione: 24
Ore di motore: 12

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INDONESIA
Java Sea
Lunedì 13 ottobre 2014

Coordinate alle 00h00: 03°55,907S – 108°00,613E

Il cielo si ingrigisce, continua ad esserci poco vento, 4-5 nodi da SSE. Andiamo a motore, alternando qualche ora di lenta andatura a vela per far riposare il povero Volvo. Nel pomeriggio entriamo nel canale tra l’isola di Bangka e quella di Belitung, il viavai di navi aumenta. Veniamo anche investiti da un groppo. E’ la prima pioggia dopo mesi di siccità, fa quasi piacere. Non è però accompagnata da vento, purtroppo.
Dopo aver guardato attentamente le immagini satellitari di SAS Planet, di ottima qualità su Bing, decidiamo di azzardare un atterraggio notturno nella grande rada di Tanjung Kelayang, a nord-ovest di Belitung. Ad una decina di miglia dall’arrivo, vediamo le luci forse di un centinaio di barche da pesca alla nostra prua. Hanno le luci che usano per pescare, ma non quelle di navigazione, quindi è difficile capire in che direzione si muovano. Alcune hanno luci più potenti, altre più deboli, di conseguenza non è facile stabilire la distanza. Accendiamo il radar che, per fortuna, le vede e ci aiuta a prevederne i movimenti. Ad alcune passiamo molto vicini. Evitiamo anche, all’ultimo momento tre serie di boe non illuminate (reti, palamiti? Chissà). La luna sorge proprio nelle ultime miglia, troppo poco luminosa per essere di aiuto. Per arrivare all’ancoraggio, si deve passare fra varie isolette e reef. Sulla base della foto satellitare di SAS abbiamo tracciato sul plotter la rotta da seguire, ed indicato tutti i pericoli. Paolo al timone Anna a prua; concentrati e tesi percorriamo le ultime miglia e poco dopo mezzanotte, finalmente, gettiamo l’ancora su 9 metri di fondo.

Miglia percorse: 132
Ore di navigazione: 24
Ore di motore: 16

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INDONESIA
Java Sea - Belitung
Martedì 14 ottobre 2014

Coordinate alle 00h00: 02°33,929S – 107°38,316E

Al risveglio la sorpresa è grande. Tutt’intorno ci sono scogli di roccia granitica, magnifici, con le tipiche forme arrotondate, e colori che vanno dal grigio chiaro, all’antracite, al beige. Sembra di essere in Sardegna, o forse alle Seychelles. Ci spostiamo con la barca ancora più all’interno di questa grande rada, e ancoriamo su 7 metri di sabbia. Il tempo è bello, ma il cielo è lattiginoso, peccato, non esalta i colori. Si alzano una decina di nodi di vento da NE.
Nel pomeriggio facciamo il giro a nuoto dell’isoletta alla nostra poppa, e una gita con il gommone a vedere queste belle formazioni granitiche. Scendiamo su una piccola isoletta con una mini spiaggia, un ciuffo di palme e dei grandi roccioni di granito. Che meraviglia, c’è lo stesso profumo della Sardegna. Andiamo anche vicino alla spiaggia di Belitung, bianca, sottile, selvaggia ed entriamo con il gommone nella foce di un rio dove troviamo un cimitero di barche. Vediamo anche che più ad est, ci sono delle barche a vela ancorate. Devono essere quelli di Sail Indonesia. Appena tornati in barca, arriva di nuovo un groppo.
Alla sera film e nanna.




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INDONESIA
Belitung - South China Sea
Mercoledì 15 ottobre 2014

Coordinate alle 00h00: 02°33,570S – 107°38,959E

Si parte con calma, dopo aver fatto colazione, aver chiacchierato con Marie e Patrick del Marick, i francesi del catamarano che avevamo conosciuto a Bali Marina, e che passano a salutarci. Salpiamo l’ancora alle 11h00.
Il cielo è plumbeo, non c’è un filo d’aria. Si smotora tutto il giorno, sera e notte… che barba! Inoltre abbiamo circa 1 nodo di corrente contraria.
Il mare piatto così lo avevamo visto solo in occasione dell’altro passaggio dell’equatore, al largo delle Galapagos, ad aprile 2013. Per fortuna ci facciamo un po’ di vento apparente con la nostra velocità e non fa troppo caldo. Ne approfittiamo per fare qualche lavoretto in barca.
I turni di guardia notturni sono impegnativi, a causa del traffico commerciale e sorattutto dell’elevato numero di pescherecci; sono a centinaia, spuntano come funghi, forse tengono le luci spente e le accendono solo quando vedono avvicinarsi qualcuno, mah. Non ci si può distrarre un attimo. Mi chiedo cosa peschino visto che la nostra esca è dalla partenza da Bali che viene totalmente ignorata.

Miglia percorse: 80
Ore di navigazione:13
Ore di motore: 12


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INDONESIA
South China Sea
Giovedì 16 ottobre 2014

Coordinate alle 00h00: 01°49,419S – 106°48,215E

All’alba si alza la nebbia. Il mare, il cielo, l’aria, tutto  è di un grigio uniforme, il mare continua ad essere un olio fino alle 12h00, quando si abbatte un violento groppo, con pioggia a catinelle, tuoni, lampi, colpi di vento da ogni direzione; vediamo dei fulmini cadere in acqua, non lontano da noi; decidiamo di staccare l’interruttore generale della corrente a bordo, per evitare corto circuiti in caso venissimo colpiti anche noi. Quindi niente cartografia, niente pilota automatico, niente AIS, niente radar… Paolo si mette al timone sotto il diluvio. Per fortuna l’IPad funziona, anche perché siamo in mezzo ad una serie di secche ed isolette. Dal quadrato fornisco a Paolo indicazioni sulla rotta da seguire. Finalmente verso le 15h00 le condizioni migliorano e alle 16h00 smette di piovere.
Durante il temporale, tre rondinelle hanno cercato riparo su ZoomaX. La prima, appena si è posata sui pannelli solari è stata agguantata da un rapace che si è poi mangiato la poveretta appollaiato sulla crocetta. La seconda, stremata, è morta in pozzetto. La terza, per fortuna, ha ripreso il volo dopo essersi riposata.
Passato il groppo, torna la calma piatta.
Il traffico continua ad essere intenso, ci aspetta un’altra nottata vigile.

Miglia percorse: 142
Ore di navigazione: 24
Ore di motore: 22

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INDONESIA
South China Sea - Singapore Strait
Venerdì 17 ottobre 2014

Coordinate alle 00h00: 00°12,798S – 105°09,426E

Alle 02h30 attraversiamo l’equatore. Dopo un anno e mezzo e 15.900 miglia percorse nei mari del sud, torniamo nell’emisfero nord. E’ piena notte, siamo stanchi, rimandiamo i festeggiamenti a domani.



Al mattino le condizioni del vento sono sempre le stesse, 0-5 nodi. Caro Volvo, tieni duro!
Finalmente il cielo torna ad avere degli sprazzi di azzurro. Il caldo è torrido, 35°.
Mancano circa 50 miglia al Nongsa Point Marina, sull’isola di Batam, di fronte a Singapore, nostro ultimo scalo in Indonesia. Per raggiungerlo dobbiamo passare nel Selat Riau, tra le isole di Batam e Bintan. Cerchiamo di capire le correnti; la spiegazione sul portolano fa riferimento ad uno schema piuttosto criptico. Ne deduciamo che il momento migliore per transitare nel Selat Riau in direzione nord è nelle 9 ore successive all’alta marea prima della più bassa delle due basse maree di Singapore (chiaro e semplice!), quindi, per la data odierna, tra le 16h00 e l'1h00 di domani mattina. Siamo in anticipo.



Il traffico di cargo e petroliere diventa sempre più intenso.
Qualcosa ci sfugge nelle considerazioni sulle correnti. Sono le 13h00 e nel canale arriviamo a toccare 9 nodi di velocità rispetto al fondo! Meglio così, ormeggiamo nel marina di Nongsa Point poco dopo le 15h00, in largo anticipo rispetto alle previsioni.
Ritroviamo Ann e Stephane di SAS3 con il loro bel Garcia 64 e finalmente conosciamo Gianni e Marina dell'Eutikia.
Anche questa sera un bello scroscio lava la ZoomaX.

Miglia percorse: 115
Ore di navigazione: 15
Ore di motore: 15

venerdì 10 ottobre 2014

Indonesia - Bali


L’isola degli Dei... difficili da scovare però!





Il lato spirituale non è il primo a manifestarsi, proprio no!

Il benvenuto lo riceviamo dalla infinita quantità di gente in movimento, dallo smog, dalle macchine bloccate in code chilometriche, dalle migliaia di motorini che cercano un varco per passare sulle strade, sui marciapiedi, oppure direttamente sui tuoi piedi! 
Il turismo è ovunque: hotel, resort, ristoranti, bar, centri commerciali e negozi, spa e centri massaggi si susseguono senza fine. Ce n’è per tutte le tasche.
Ormeggiata ZoomaX allo sgangherato Bali Marina, Paolo parte per un breve viaggio in Europa e Anna rimane di guardia, raggiunta da Monica.
Lo spirito di adattamento non manca e quindi affittiamo un motorino e ci gettiamo nella mischia. Percorriamo centinaia di chilometri, alternando strade caotiche ad autostrade deserte che di notte sembrano più il set di Blade Runner che quello di un’isola tropicale.



Nei parcheggi delle moto è meglio fare bene attenzione a dove si lascia il proprio mezzo, o al ritorno sarà come cercare un ago in un pagliaio.


La nostra esplorazione comincia dalla coste: Sanur, Nusa Dua, Kuta, Seminyak, dove facciamo lunghe passeggiate sulle spiagge soggette all’andamento della marea. Qui troviamo la massima concentrazione di turisti... un po’ troppi per i nostri gusti. Più interessanti sono Canggu, Padang Padang e soprattutto Uluwatu, il paradiso dei surfisti. E’ un villaggio abbarbicato sulla scogliera, con due piccole spiagge bianche nascoste tra le rocce. In mare le onde, con ben sette break diversi, sono spettacolari. Altrettanto sono le esibizioni dei surfisti.




Vicino al marina c’è il porto dei pescatori. Tonnellate di tonni e kingfish vengono scaricate dai pescherecci e trasportate ai mercati direttamente nei cassoni dei camion. La catena del freddo è discutibile...




Visitiamo un paio di templi sul mare, Il Pura Tanah Lot arroccato su un pinnacolo roccioso esposto alla forza delle onde,  e il Pura Luhur Ulu Watu, eretto su una alta scogliera all’estremo sud di Bali.




In nessuno dei due però respiriamo l’atmosfera spirituale che ci si aspetta da un tempio hindu.

Dobbiamo andare all’interno dell’isola per trovare la vera Bali, che ci meraviglia  con le sue risaie terrazzate, i boschi di bambù, i paesaggi di montagna; attraversiamo villaggi, dove ritroviamo il ritmo della vita scandito dalle pratiche esigenze quotidiane.




Ritroviamo l’aria buona, i colori sgargianti delle risaie, il silenzio e la pace...... l’isola degli Dei, finalmente!
Visitiamo il Pura Ulun Danu Bratan, dedicato a Dewi Danu, la dea delle acque, e fondato nel XVII secolo, sulle rive del lago Bratan, principale fonte di irrigazione delle risaie di Bali, dove assitiamo a diverse cerimonie che si svolgono contemporaneamente in diverse aree del tempio.




Concludiamo il giro a Ubud, centro artistico ed intellettuale di Bali, dove visitiamo qualche galleria d’arte interessante.

Con Monica ci perdiamo in lunghe chiacchierate; facciamo il punto della situazione sui nostri percorsi di vita, ci confidiamo il lavoro che ciascuna di noi compie su se stessa per tendere alla persona che vorrebbe essere, ci raccontiamo le gioie e le soddisfazioni di questi ultimi anni e soffriamo insieme dei dolori e delle delusioni che inevitabilmente ci hanno accompagnato.
Grazie Monica per essere un’amica così sincera ed affezionata. Ti voglio bene.


In conclusione, dedichiamo qualche riga alla moltitudine di offerte commerciali presenti a Bali. Quando è ora di decidere dove andare a mangiare, dove rilassarsi con un buon massaggio, dove comprare i famosi tessuti balinesi, la scelta è troppo ampia e si finisce per non saper più cosa fare. Citiamo i posti che hanno colpito i nostri sensi, generalmente per la qualità dei loro servizi:
- Ristorante Bumbu Bali, a Tanjung Benoa: ottima cucina balinese, ben presentata.
- La via dei tessuti, Sulawesi Jalan, a Denpasar: una bottega dietro l’altra, dove si possono fare ottimi affari.
- Produttore di batik, Batik Popiler II, a Denpsasar: si può anche osservare l’interessante processo di produzione.
- Centro massaggi Jari Menari, a Nusa Dua: da provare il ‘The favorite massage’
- Yoga, Barn Centre, a Ubud: bella struttura in un giardino incantevole. Yoga per tutti i gusti.
- Il pittore Dewa Sugita, di Ubud.
- Il Blue Oasis Beach Club, a Sanur, se si ha voglia di fare uno sport acquatico con il miglior istruttore al mondo, Mario!

Dopo 2 settimane di assenza, Paolo torna e riprendiamo il mare con ZoomaX.


Cosa resterà di Bali nei miei ricordi? Sicuramente le sue contraddizioni. Un isola sporca e chiassosa, ma anche silenziosa e pacifica; convertita al turismo di massa, ma girato l’angolo ancora forte delle sue tradizioni. Anche la sua gente è figlia di questi contrasti, spesso accogliente ed empatica, talvolta distante o mal disposta. 
Nella vita quotidiana ho trovato calzante la definizione di un amico: questo è il paese della tolleranza, non del rispetto.
Un altro aspetto che non dimenticherò è la pacifica convivenza tra musulmani e hinduisti, con moschee e templi spesso uno accanto all’altro, o i richiami del muezzin sovrapposti alla musica gamelan.
E’ stato un tuffo in una realtà complessa, con cui non credo di avere avuto il tempo di entrare in sintonia e di comprendere. Trascorreremo i prossimi mesi nel sud-est asiatico; sarà stimolante ed interessante approfondire la conoscenza di questo mondo.

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