Durante la traversata trasmetteremo giornalmente la nostra posizione su un sito di geo-localizzazione. Potete seguire la nostra rotta, cliccando sul link http://www.youposition.it/it/cerca.aspx?q=zoomax
Andare per mare, per conoscere la terra
sabato 15 dicembre 2012
giovedì 13 dicembre 2012
Canarie
SIAMO PRONTI. PARTIAMO PER LA TRAVERSATA ATLANTICA!
Dopo essere arrivati a Graciosa, abbiamo gironzolato tra Lanzarote e Fuerteventura per una decina di giorni. Entrambe le isole sono vulcaniche, brulle, e alternano tratti di costa disabitati ed inospitali a chilometri di spiagge dietro le quali si susseguono alberghi e villaggi turistici, purtroppo senza alcun criterio urbanistico!
Il sud di Fuerteventura ci è piaciuto molto, con le sue dune di sabbia, arrivata qui dal deserto del Sahara, trasportata dal vento.
Ci siamo fermati a Morro Jable, ancorati proprio davanti al paese, su 6 metri di acqua cristallina.
Il 3 dicembre siamo arrivati sull'isola di Gran Canaria, per gli ultimi preparativi prima della traversata.
Il muelle deportivo di Las Palmas è un porto speciale, come in Mediterraneo non ne vedi; cominciando dalle barche, c'è veramente di tutto, da quelle home-made (molte) agli yacht di lusso (pochi). Anche gli equipaggi sono molto variegati: intere famiglie con bambini, coppie di tutte le età, navigatori solitari, con in comune l'obiettivo di attraversare l'Atlantico.
Si avvicina il Natale |
Ogni volta che una barca lascia il porto per le Americhe saluta con il tradizionale triplo suono di sirena, che sia una nave o una barca a vela.
Ci sono tanti ragazzi alla ricerca di un imbarco per la
traversata, passano sul pontile e ti chiedono se hai bisogno di equipaggio. Generalmente ispirano simpatia; si fanno 2 chiacchere, ci raccontano le loro storie, spesso ricche di sogni ma povere di realismo.
Abbiamo voglia di partire per i Caraibi, quindi dedichiamo le giornate a fare manutenzione a ZoomaX, acquistare ricambi, e rimpolpare la cambusa.
Bisogna lavare tutta la frutta e la verdura prima di imbarcarla,
per evitare di portarsi dietro delle uova di scarafaggi!
Il punto di ritrovo del porto è il Sailor's bar, gestito benissimo da Peppino, un italiano arrivato quì in barca anni fa. Il Giornale della Vela gli ha dedicato un articolo 'La leggenda del barista sull'oceano'. Tutte le sere ci troviamo con gli altri equipaggi per bere una birra, scambiare idee e programmi di viaggio.
Abbiamo creato un rapporto speciale con Alexandre e Florian, due giovani amici francesi che sono partiti a settembre dalla Normandia per fare il giro del mondo con una piccola barca di 6,50 metri. Con grande spirito di iniziativa hanno creato un progetto, trovato degli sponsor, e ora stanno realizzando il loro sogno. Bravi! Andate a vedere il loro sito www.ideesdumonde.org.
Partiremo da Las Palmas insieme. La loro barca è piccola ma veloce, chissà che non si riesca a fare un po' di strada con loro.
Alex e Flo su Adonf |
Il 21 dicembre saremo in navigazione, speriamo non ci sia davvero la fine del mondo ..... almeno non prima di aver goduto un po' dei mari tropicali!!!
Contiamo su Eolo per arrivare a Barbados per Capodanno, dove ci aspetta Monica.
Ecco il percorso (teorico) per le prossime settimane; sono circa 2800 miglia.
domenica 25 novembre 2012
Verso sud
Quest’ultima traversata ha confermato quanto vissuto fin dalla partenza da Les Sables: navigare in Oceano Atlantico, a queste latitudini, a novembre, non è uno scherzo!
I venti dominanti da nord ci accompagnano per quasi tutto il viaggio, con le solite onde di 3-4 metri che trasformano ZoomaX in un tagadà. Nell’unico momento di calma, al passaggio di capo Sao Vicente (la punta sud del Portogallo), dobbiamo attraversare il canale di transito delle navi, obbligatorio per le centinaia di cargo e petroliere che navigano quotidianamente da/verso i porti del nord Europa. Dobbiamo incrociare la rotta di mostri lunghi 300 metri, cercando di non farci schiacciare come sardine in scatola!
Lo rollio a bordo limita le attività allo stretto necessario: la conduzione della barca, il sonno (in verità quello solo a spizzichi e bocconi) e la cucina; ci dedichiamo anche alla pesca, ma per poco, infatti mezz’ora dopo aver filato la lenza abbocca un bel bonito di oltre mezzo metro, che cuciniamo in diversi modi per 3 giorni! Pubblichiamo una foto del ‘cadavere’ come prova; questo a beneficio degli amici maligni che dubitano delle nostre capacità di pescatori.
Le prossime foto di pesci però saranno (speriamo) quelle di magnifiche creature vive ammirate in immersione!
Al largo del Marocco, il vento ci abbandona per un’intera nottata. Paolo, pur di non accendere il motore si cimenta in rotte ..... artistiche!
Al largo del Marocco, il vento ci abbandona per un’intera nottata. Paolo, pur di non accendere il motore si cimenta in rotte ..... artistiche!
Con il passare dei giorni, lo stato d’animo dell’equipaggio a bordo cresce proporzionalmente all’aumento della temperatura! Si, finalmente il cielo si tinge di un azzurro intenso, il colore del mare che fin da Les Sables è sempre stato grigio-brunastro, ritorna ad essere blu.
Via le cerate e gli stivali, via i pile, via le calze, finalmente si va a sud!
Venerdì a metà mattinata avvistiamo terra. Man mano che ci avviciniamo distinguiamo Lanzarote e più a nord l’Isla Graciosa e le Islotes del Norte.
Via le cerate e gli stivali, via i pile, via le calze, finalmente si va a sud!
Venerdì a metà mattinata avvistiamo terra. Man mano che ci avviciniamo distinguiamo Lanzarote e più a nord l’Isla Graciosa e le Islotes del Norte.
Nel passaggio fra 2 di questi isolotti, sulla carta nautica viene chiaramente indicato ‘buceo prohibido’ e nel bel mezzo c’è una barca con un gruppo di subacquei che si apprestano a cominciare l’immersione. Sorridiamo e pensiamo che in fondo siamo ancora nella nostra amata Europa latina.
Il paesaggio invece è poco europeo. Isole desertiche costellate di coni vulcanici i cui pendii hanno mille colori, che in alcuni casi formano disegni bellissimi.
Il paesaggio invece è poco europeo. Isole desertiche costellate di coni vulcanici i cui pendii hanno mille colori, che in alcuni casi formano disegni bellissimi.
Non ci sono piante, solo arbusti ed incredibilmente delle distese di piccoli fiori che crescono sulla sabbia.
Il primo impatto con le
Canarie è notevole.
Ci fermiamo in una piccola baia alla base di uno di
questi vulcani con una bella spiaggia selvaggia, Playa Francesa. Dopo
aver ancorato e spento il motore ci assaporiamo le sensazioni che ci invadono: emozione, soddisfazione, meraviglia.
Siamo
partiti 5 giorni fa da una capitale europea e solcando il mare sulla
nostra barchetta siamo arrivati in questa parte ancora intoccata delle Canarie. E’
davvero un bel premio.
sabato 10 novembre 2012
Stop and go
Dopo una giornata di riposo a Camariñas, piccola cittadina di pescatori,
giovedì 1 novembre riprendiamo la nostra discesa verso sud.
Il tetto fa capire che da queste parti... piove |
La meteo per i prossimi giorni non è delle migliori: è previsto vento da nord forza 6-7 e mare agitato. Decidiamo di fare una tappa diurna, e ripararci all’imbrunire in una delle 'rìas' che troveremo a sud di Capo Finisterre. All’uscita della profonda baia di Camariñas veniamo subito investiti da un groppo. Pioggia a catinelle, raffiche a 40 nodi, visibilità nulla! Ecco lo skipper al timone verso la fine della tempesta!
Anche Capo Finisterre questa volta si mostra cupo e inquietante
Dopo 10 ore di navigazione snervante, decidiamo di fermarci a Bayona, l’ultimo golfo a sud del fiordo di Vigo. L’avvicinamento è delicato. Sono già le 20h30, è buio, e questo tratto di costa è pieno di secche e bassi fondali. Ammainiamo le vele e cerchiamo di raccapezzarci tra la moltitudine di fari e fanali che segnalano i vari canali d’ingresso. Alla fine tutte le luci che ci aspettiamo di trovare vanno al loro posto e, seguendo gli allineamenti entriamo. Ricomincia a piovere. Quando ci attacchiamo ad una delle boe a ridosso della diga del Monte Real Club de Yates de Bayona, ci raggiunge una barca del porto sconsigliandoci l’ormeggio in boa perché non sicura. Tiriamo fuori parabordi e cime e via, sotto la pioggia, alle 22h00 finalmente si ormeggia al molo.
Venerdì mattino veniamo svegliati dal diluvio. Che bello essere al sicuro in un porto! Ci giriamo dall’altra e ci riaddormentiamo. Quando il cielo ha finito di sfogare le sue ire, realizziamo che il porto si trova ai piedi di una bella fortezza medievale e facciamo un giro.
Ecco il Castillo! È qui che Martín Alonso Pinzón, nel marzo del 1493, portò la notizia della scoperta del Nuovo Mondo.
Bayona è una cittadina, il porto è grande ma, come spesso capita in Spagna, la natura è presente. Guardate un po’ questi tre dove vanno in giro!
Sabato si riparte. L’uscita dalla baia di giorno ci consente di vedere bene questo bel tratto di costa e soprattutto le isole Cies e Ons, autentici paradisi naturali, rese ancora più affascinanti dallo spettacolo delle ondone oceaniche che frangono sulle loro coste rocciose.
Ci mettiamo in rotta per Madeira. La navigazione però non è piacevole. Il vento è al gran lasco e molto variabile, passa da 10 a 25 nodi di apparente, con onda di 3-4 metri, e la barca fatica a tenere la rotta. Si prosegue così tutta la notte ed il giorno successivo, fino a quando abbiamo un piccolo incidente. In una straorza, si rompe la calza della drizza della randa, che scende di botto di 3 metri, con conseguente rottura di 4 stecche della randa. Come se non bastasse io (Anna) mi massacro 3 dita della mano destra con la scotta del genoa.
Cambio di programma: si fa rotta su Lisbona, la città più vicina, a 100 miglia a sud-est dalla nostra posizione.
Ora siamo a Cascais, a leccarci le ferite e a riparare i danni; ne approfittiamo per fare anche un po’ di turismo.
Lisbona - la torre di Belem |
Marina di Cascais |
Contiamo di ripartire la prossima settimana per raggiungere le oramai “mitiche” Canarie.
martedì 30 ottobre 2012
Ci siamo
Con la ZoomaX rimessa a nuovo, finalmente riprendiamo il mare, destinazione Canarie. Non potrebbe esserci modo migliore per festeggiare il compleanno di Paolo!
Sabato 27 ottobre, h 20.00, lasciamo Port Olona e Les Sables d’Olonne, per affrontare di nuovo il Golfo di Biscaglia. L’impatto è traumatico, con un inizio fantozziano: GPS in panne, drizza della randa incattivita sul radar. Dopo un paio di 360° riusciamo a mettere la prua in rotta e poco dopo il golfo ci da il suo benvenuto: 40 nodi di vento e onde frangenti di 3-4 metri. Anche Ambrogio (il nostro pilota automatico) è sotto shock e non riesce a tenere la rotta.
Bagnati ed infreddoliti ci viene subito la nausea... che lupi di mare!!! Insomma ci aspetta una notte difficile.
L’unica che sembra essere perfettamente a suo agio è ZoomaX che vola felice sulle onde surfando a 15 nodi, e regalandoci 140 miglia in 15 ore!
Avvicinandoci alla Spagna, il vento molla e proseguiamo alternando vela e motore fino alle coste della Galizia. Dopo 63 ore di navigazione e 481 miglia percorse, facciamo tappa a Camariñas.
Questa partenza è stata liberatoria, infatti i 2 mesi di stop forzato sono stati carichi di preoccupazioni e tensioni. Abbiamo dovuto lottare come dei leoni per ottenere dal cantiere un lavoro di qualità.
Contemporaneamente abbiamo vissuto due lutti in famiglia, che ci hanno fatto toccare con mano le difficoltà del distacco dai nostri cari. La condivisione del dolore aiuta ad elaborarlo, mentre la distanza nega questo conforto. Almeno, la ZoomaX con il suo nome, porterà un pezzetto di ricordo di Toncy in giro per il mondo con noi.
Per fortuna l’ambiente caotico e festoso di Les Sables negli ultimi giorni è stato travolgente . Eravamo ormeggiati proprio di fronte al pontile che ospita le 20 barche della Vendée Globe. Era un continuo via vai di gommoni con gli skipper in piena preparazione per la grande partenza del 10 novembre e di barche cariche di turisti.
Nel porto è stato costruito un villaggio, che per 3 settimane accoglie quotidianamente migliaia di persone. Tutti i giorni ci sono eventi, concerti, è una grande festa!
Bagnati ed infreddoliti ci viene subito la nausea... che lupi di mare!!! Insomma ci aspetta una notte difficile.
L’unica che sembra essere perfettamente a suo agio è ZoomaX che vola felice sulle onde surfando a 15 nodi, e regalandoci 140 miglia in 15 ore!
Avvicinandoci alla Spagna, il vento molla e proseguiamo alternando vela e motore fino alle coste della Galizia. Dopo 63 ore di navigazione e 481 miglia percorse, facciamo tappa a Camariñas.
Questa partenza è stata liberatoria, infatti i 2 mesi di stop forzato sono stati carichi di preoccupazioni e tensioni. Abbiamo dovuto lottare come dei leoni per ottenere dal cantiere un lavoro di qualità.
Contemporaneamente abbiamo vissuto due lutti in famiglia, che ci hanno fatto toccare con mano le difficoltà del distacco dai nostri cari. La condivisione del dolore aiuta ad elaborarlo, mentre la distanza nega questo conforto. Almeno, la ZoomaX con il suo nome, porterà un pezzetto di ricordo di Toncy in giro per il mondo con noi.
Per fortuna l’ambiente caotico e festoso di Les Sables negli ultimi giorni è stato travolgente . Eravamo ormeggiati proprio di fronte al pontile che ospita le 20 barche della Vendée Globe. Era un continuo via vai di gommoni con gli skipper in piena preparazione per la grande partenza del 10 novembre e di barche cariche di turisti.
Nel porto è stato costruito un villaggio, che per 3 settimane accoglie quotidianamente migliaia di persone. Tutti i giorni ci sono eventi, concerti, è una grande festa!